giovedì 12 giugno 2014

Risotto alla poverella






Castello di Fenis


Una indimenticabile vacanza in Val d'Aosta. Non c'è niente di meglio che ammirare uno splendido paesaggio, delle stupende opere d'arte , una caratteristica città e cibo buono che nel tempo impedirà di dimenticare tutto ciò. Come ho spesso detto i sapori rimangono indelebili nella memoria ed è per questo che amo assaggiare i piatti tipici dei luoghi che visito. Nel ristorante dove si ciamo fermati c'era una simpatica cuoca che non si è fatta pregare, e visto il mio entusiasmo per i piatti ordinati, mi ha spiegato come procedere per rifarli una volta a casa.


Risotto alla poverella con crostini di pane tostato

lunedì 9 giugno 2014

Liebster Blog Award

Liebster Blog Award




Curiosando tra i blog ho avuto modo di incontrare il marchio di Liebster Blog Award, ma non ho mai pensato di poter essere presa in considerazione per il mio piccolo blog, pertanto è stato davvero un piacere ricevere la nomination  per il Liebster Blog Award  da Going for e walk? che ringrazio con vero piacere.
Come dicevo il mio blog è davvero piccolino e a volte penso di scrivere più per il mio piacere che per l'interesse degli altri; fino a quando mi divertirò sarò lieta di tenerlo in vita.
Non so cosa preferisco di più tra il viaggiare e lo sperimentare in cucina; questi sono i due miei amori che alterno e faccio interagire all'interno del blog, a volte con qualche piccola divagazione sul tema, come piccole scivolate di percorso.
Ma cerchiamo di non divagare troppo e torniamo a questa iniziativa che si propone di dare una maggiore visibilità ai piccoli blog che cercano di farsi conoscere.

Come tutte le iniziative prevede alcune semplici regole:

1) ringraziare il blogger che vi ha nominati;
2) rispondere alle 10 domande che vi ha posto;
3) nominare altri 10 blogger con indicativamente non più di 200/300 followers, che magari
    vi piacciono o che secondo voi meriterebbero maggiore visibilità;
4) formulare 10 nuove domande da sottoporre loro;
5) comunicare ai blogger prescelti le vostre nomination.

Le mie risposte alle domande che mi ha posto Going for a walk?

  1)      Cosa vi spinge a viaggiare? Qual è il vostro motore? 
       Conoscere posti nuovi, gente con interessi diversi dai miei e sopratutto con gusti                    diversi.

2)      Cosa cercate in viaggio? Cultura, natura, arte, lusso, divertimento …?
        Naturalmente cultura, ed per  cultura intendo arte, natura, gente, gusti; viaggiare ad          occhi chiusi è viaggiare a 1/3; imparando mi diverto e tutto quello che imparo lo porto        a casa facendone memoria.

3)      Ognuno di noi porta sempre con sé un kit di sopravvivenza: cosa c’è nel vostro?
        La mia borsa sembra quella di Mary Poppins: macchina fotografica, cerotti, fazzoletti,        burro cacao, rossetto, stick per le zanzare e pomata per dopo una puntura, stick solare        per labbra e piccole parti scoperte (mi è spesso servito),  crema per le mani,                            disinfettante per mani, caramelle, qualche biscottino o crechers, cartina della città che        visito, spazzola per i capelli, limetta per le unghie, antiallergico, compresse per il mal di        testa, foulard e sicuramente ci sarà ancora qualcosa che aggiungo in fase.

4)      Quando siete in viaggio curate il vostro look o abbandonate ogni regola di stile per un                comfort totale (ovviamente gridando al mondo che non siete del luogo)?
       Cerco di mantenere sempre la mia identità, curando però la praticità: non andrò mai a        visitare una città con i tacchi alti, ma nemmeno in ciabatte.

5)      Qual è il vostro mezzo di trasporto preferito?
        Amo girare in auto, ma anche aereo, treno o autobus non li snobbo

6)      Preferite i viaggi lunghi o corti?
       Per me non ci sono viaggi lunghi o corti ma viaggi ( se intendi lunghi in Km). Adoro               stare  in un luogo più giorni in modo da poter conoscere il più possibile, non sono certo         per il  mordi e fuggi.

 7)    In viaggio provate la cucina locale o preferite andare sul sicuro scegliendo fast food e               ristoranti italiani?
      Perchè fare un viaggio a metà? La cucina locale è da provare, può piacere o non                   piacere ma va sempre provata: le sorprese piacevoli sono tantissime. Quei gusti, quei           sapori non li dimentichi mai e con loro anche il luogo dove li hai mangiati.

 8)      Mentre viaggiate state attaccati ai social network o vivete pienamente il viaggio lontani           senza le distrazioni di Internet?
       Evito con cura di distrarmi con i social network, solo il cellulare è permesso e il                      controllo della posta e, naturalmente un'occhiatina al mio blog ma solo a fine giornata.

 9)      Chi viaggia con voi come reagisce al vostro “click facile” con la macchina fotografica?
         Sono molto comprensivi, anzi direi addirittura collaborativi.

10)  Mettiamo una vacanza in campeggio: cosa scegliete? Tenda, roulotte o camper? Perché?
        Non ho dubbi, roulotte. Libertà, natura e ho l'impressione di avere tutto con me.                    Roulotte perchè staccata la macchina, questa è a disposizione per tutti gli spostamenti        senza dover smontare sempre tutto.

A voi le mie domande

1)  Quando viaggi cosa non deve mai mancare nel tuo bagaglio? Quale è il cibo a cui non                 rinunceresti mai anche in viaggio?
2)  Ami fotografare? Quali sono i soggetti che attirano di più la tua attenzione?
3)  Quali sono i piatti che preferisci cucinare e quali ti riescono meglio?
4)  A casa hai maggiore collaborazione per una festa o per i preparativi di un viaggio e com'è         l'atmosfera che regna in quei momenti?
5)  Io in  vacanza cerco sempre di avere un kit con il necessario per alleggerirmi i piccoli                inconvenienti del viaggio. In cucina cosa preferisci avere per alleggerirti il lavoro?
6)  Amo viaggiare in compagnia; ma in cucina come preferite stare,  soli o in compagnia?
7)  Ritieni che gli attrezzi giusti per un lavoro siano indispensabili alla buona riuscita oppure           no e perchè?
8)   Al ristorante ti fidi del piatto del giorno o chiedi il menù preferendo la classica bistecca e           insalata?
9)  Quando fai la spesa a cosa presti più attenzione?
10)  Cosa ti ha spinto a iniziare l'avventura di blogger?

      Le mie nomination:
      Giulia Pignatelli
      Deglutiamo 

martedì 3 giugno 2014

Mozzarella in carrozza

È un modo di dire piuttosto diffuso:”È fritto, allora è buono”.

La frittura dei cibi è un metodo di cottura veramente antico; ne parlava già Plinio nella sua ricetta di uova fritte nell’olio, tanto tempo fa.

La frittura, sicuramente è molto buona e grazie alla crosticina che si forma in cottura, croccante e profumata è davvero irresistibile.  Come per tutte le cose buone, quelle, per intenderci, che ci fanno venire l'acquolina in bocca, anche la frittura  non è proprio salutistica, è perciò da limitare a sporadiche occasioni: quindi quando lo facciamo, facciamolo bene e gustiamocelo.

Come fare per avere un buon fritto? A quali precauzioni è conveniente attenersi? Quale olio conviene usare? E per quante volte? Sono tante le domande a cui occorre dare una risposta per far si che un buon piatto di frittura ci delizi il palato e ci faccia il minor male possibile.
Per fare un buon fritto è necessario scegliere un buon olio che riesca a sopportare alte temperature, deve avere un punto di fumo elevato come l'olio di semi di arachide. Se vogliamo friggere con grassi animali (come da tradizioni di alcune regioni) è da preferire lo strutto raffinato; sia l'olio di semi di arachide che lo strutto  hanno un punto di fumo di 210°. L'olio di oliva extravergine, sebbene abbia un gusto molto buono e profumato, in frittura sembra non esser il massimo perché ha un punto di fumo basso: circa 180/190. Poi è da ricordare che quando si produce l'olio di oliva si cerca di lavorarlo a basse temperature per conservare al meglio le sue caratteristiche, se lo si usa per friggere tutto viene perso. Meglio usare un buon olio extravergine a crudo o per cotture a basse temperature.
La temperatura tipica di una frittura è di circa 180 °C. Se friggiamo a temperature più basse il cibo si impregna di olio mentre a temperature più alte rischia di bruciare velocemente; sarebbe ideale usare, almeno per le prime volte, fino a quando non si prende la mano, un buon termometro da cucina. Naturalmente ci sono ricette che prevedono temperature più alte di 180° e altre che ne prevedono di più basse, ma in quei casi viene sempre precisato in ricetta.
La frittura va fatta in olio profondo e sarebbe ideale non riutilizzare l'olio per altre fritture.
Io per le fritture salate, uso l'olio di semi di arachidi, ma ci aggiungo un pochino, giusto per profumarlo di olio di oliva. Per le fritture dolci invece preferisco il sapore più neutro dell'olio di semi di arachide.

I cibi da friggere vanno ricoperti con una pastella, o con farina, o con pangrattato  in modo tale da far formare una crosta croccante superficiale, salati se occorre e consumati immediatamente, perché l'umidità interna tenderà ad inumidire la crosticina croccante esterna rendendo il fritto morbido.

Dopo tutte queste belle parole ecco finalmente la ricetta, la adoro. Rompere il pane, vedere filare la mozzarella e addentarla ancora calda calda; cosa c'è di più invitante?

Fila, fila, fila, Calda e fragrante, una vera delizia


Mozzarella in carrozza.
Pane bianco a filone
3 mozzarelle
2 uova
4 cucchiaiate di latte o acqua
farina bianca per impanare
sale
olio di semi di arachide per friggere

Ingredienti


Pane a fette





Taglio a fette regolari il filone di pane.







Mozzarella a fette




Taglio a fettine la mozzarella.






Uova e latte per inzuppare il pane



In un piatto rompo le uova e le sbatto leggermente con una forchetta, non vanno montate ma solo amalgamate, aggiungo qualche cucchiaiata di  latte o acqua per diluire le uova; salo.



Nell'uovo e latte




Passo le fette, una alla volta nelle uova, poi nella farina. 









Fette di pane passate nell'uovo con mozzarella



Tra due fette di pane inserisco la mozzarella. Schiaccio bene in modo che le fette di pane aderiscano bene. 





Sigillo con la farina 


Le ripasso nella farina in modo da sigillare anche la parte di unione tra due fette; cerco così di evitare che la mozzarella quando si riscalda fuoriesca.





Scaldo bene l'olio per friggere e, poche alla volte, friggo le fette di pane ripiene fino a che saranno dorate.

Attenzione: se la mozzarella fuoriesce, a contatto con l'olio bollente tenderà a far schizzare l'olio, a causa dell'acqua contenuta nella mozzarella. Ci si può scottare!!
Mettere le mozzarelle in carrozza su un foglio di carta assorbente per far perdere loro il grasso di cottura in eccesso.


Mozzarelle in carrozza
                                                                    
Servire ben calde.









Questa era la classica ricetta del recupero; prevedeva il riutilizzare il pane non più fresco e la mozzarella del giorno prima.


Mi sono sempre chiesta perchè si chiamino "mozzarella in carrozza" . Le definizioni date sono davvero tante, ma a me piace pensare che le fette di pane rappresentino una protettiva carrozza,  all'interno della quale ci sono le fette di mozzarella filante; proprio come in una dorata carrozza d'altri tempi.



Alla prossima

Ciao
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