giovedì 1 settembre 2016

Un pomeriggio al MarTa e Linguine con sugo di cozze





Scorcio del Mar Piccolo a Taranto con vista dei pali per le cozze
Non so se a voi è mai capitato di sentirvi riportare indietro negli anni e rivivere una sensazione di vera felicità solo per aver ripercorso luoghi, rivisto immagini ed oggetti che la tua memoria ti confermano familiari. 



Appena entrate ci accoglie la testa bronzea di Eracle

Questo mi è accaduto questa estate visitando il museo di Taranto, più conosciuto con l'acronimo "MarTa".
Per me il museo di Taranto è il compagno di una vita. Ci siamo presentati quando avevo solo 10 anni. Con le mie compagne di classe, vestite con il nostro bel grembiulino bianco ed il fiocco rosa, accompagnate dalla maestra, facevamo il nostro ingresso in un modo sconosciuto ma ricco di promesse. La maestra ci aveva spiegato molto e man mano che proseguivamo nella visita, si dilungava in spiegazioni che spesso non capivo bene, ma una cosa era certa, mi piaceva quel luogo. 



Vasi porta unguenti e oggetti votivi

Taranto è una fonte inesauribile di ritrovamenti e proprio in quel periodo ovunque si scavasse affioravano reperti e tombe.
Ritornai spesso a curiosare tra i corridoi del museo in cui trovavo i reperti che erano stati riportati alla luce dalla tomba nella via... o nella piazza... luoghi a me fin troppo noti, luoghi della mia quotidianità.
Gli anni sono trascorsi ed io mi sono allontanata da Taranto e anche il museo l'ho perso un pò di vista, ma ogni volta che lo sentivo nominare era una gioia, come un qualcosa di mio che il mondo poteva ammirare. A pensarci sembra sciocco, ma è bello condividere con tanti una gioia simile.


Tomba dell'atleta di Taranto - L'interno della tomba si può vedere attraverso lo specchio posto sul soffitto

Cosa mi colpì allora, quando ancora bimba mi affacciai al mondo della archeologia e della Magna Grecia? La risposta è immediata: la tomba dell'atleta; ho per anni fantasticato su questo personaggio, l'ho immaginato mentre partecipava a gare, quando si tergeva il sudore con gli strigili, provando io un senso di disgusto e quasi dolore al pensiero di quell'oggetto di metallo sulla pelle e di ammirazione per essere giunto dopo tanti anni a noi. 


ori belli e...




Per non parlare dei famosissimi ori di Taranto: anelli, collane, bracciali, corone, orecchini e monili che anche oggi farebbero la gioia di molte donne.

...sempre attuali

Vanto e presti-
gio degli orafi del tempo che abilmente lavoravano l'oro, pietre e i metalli preziosi sino a renderli delle opere d'arte, oggetti di lusso atti ad adornare le nobildonne del tempo. Un'abilità che ha dato notorietà agli artigiani tarantini. D'altronde come potrei non apprezzare e non rimanerne incantata visto che mi sono così appassionata alla lavorazione dei monili. Che siano stati gli ori di Taranto a trasmettermi questo amore? Ma! Chissà?




Io Zeus e Ilaria Barulli


In compagnia di Ilaria Barulli di Going for a walk? ho rivisto il museo nella nuova veste. Appena arrivate ci ha accolte il bronzeo Eracle, ma è stato con Zeus, ritrovato ad Ugento, che, con confidenza forse esagerata, vista l'importanza divina,  abbiamo scattato un selfie; qui modernità e antichità convivono armoniosamente. 
Proseguendo per i corridoi, mi sono persa ad ammirare coppe, statue, vasi dai più piccoli a quelli enormi, bamboline e oggetti votivi, monete, fino ad arrivare ad una bacheca con fibule e spilloni a spirale.


Io che ammiro le opere dei mastri orafi del passato e cerco qualche originale spunto


Mi sono fermata ad considerare che i gusti non sono poi troppo cambiati, ho anche io uno spillone simile e dei pendenti con spirali e pietre; quasi comico vero? 




E alla fine ecco gli ori che ricordavo. 




Delicato ed incantevole diadema in oro
Una stupenda parure
Belli nella loro raffinata eleganza. 
















Ma per una appassionata di cucina cosa mi poteva entusiasmare... 



Uno splendido schiaccianoci bronzeo


due mani che si stringono tra loro, un bronzeo schiaccianoci che ha contribuito a deliziare il palato in sontuosi pranzi.

Abbiamo trascorso un pomeriggio vagando tra corridoi, ammirando e galvanizzandoci ad ogni teca. Pensavamo di aver visto ormai tutto, quando nell'ultima sala la sorpresa più gradita, la tomba dell'atleta dopo tanti anni è tornata nel museo ove tutti la possono nuovamente ammirare. Per preservarla è stato necessario porre dei limiti che i visitatori non possono superare, pena l'azionamento di un campanello che tradisce l'avvicinamento, uno specchio posto sopra la tomba permette di vedere lo scheletro che vi è all'interno. È stato come ritrovare un vecchio amico, ero davvero felice. Ho cominciato a chiacchierare con il custode e lui mi ha detto che non ero l'unica ad aver avuto questa reazione, evidentemente è mancato a molti e molti sono stati felici del suo ritorno. 
Siamo uscite dal museo che eravamo elettrizzate. Non sarò una studiosa ma questa visita mi è nuovamente piaciuta e la consiglierei a tutti e, se anche ad un solo bambino piacesse come è piaciuto a me, ne sarei davvero felice.

Con questo pensiero positivo termino la mia non scientifica visita al MarTa per portarvi però ancora tra le bellezze e le leccornie di Taranto, le mitiche cozze tarantine, piccole ma saporitissime, culto e vanto dei mitilicoltori.

Perchè sono così rinomate ed apprezzate? Come spesso accade, il luogo dove vengono prodotte da una caratteristica particolare al prodotto finito. 


Citro:vortice che si crea sulla superficie del mare in presenza di una sorgente d'acqua dolce sottomarina
Mar Piccolo a Taranto - Autore Maximix - creative commons


Un mare chiuso, con molte polle d'acqua dolce, i citri, che riducendo la salinità ed abbassando la temperatura dell'acqua rendono il mare particolarmente favorevole per la crescita delle cozze.




Linguine al sugo di cozze.(4p.)

300 gr. linguine*
1 Kg. cozze
500 gr. pelati
2 spicchi di aglio
peperoncino
4 cucchiai di olio di oliva
prezzemolo tritato

Gli ingredienti con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o riportare la scritta "senza glutine"

Questa ricetta l'ho imparata da una amica/compagna di scuola tarantina che sapeva aprire le cozze con una maestria unica. Io invece non sono così brava quindi preferisco farmi aiutare da un pentola e dal fuoco per aprirle velocemente. Lo so, è un'eresia e la mia amica non mi ha sempre condivisa. Poi seguendo il forum di Coquinaria ho imparato un trucchetto per mantenere il profumo del mare, e che qui condividerò con voi.
Prepariamo il sughetto di cozze.
Pulisco bene le cozze sotto l'acqua e con un raschietto tolgo tutte le impurità sul guscio. Scelgo una quindicina di cozze, le più belle e grosse e le tengo da parte.
In un capace pentola metto l'olio e l'aglio, lo faccio rosolare e vi aggiungo le rimanenti cozze, copro con un coperchio e a fuoco moderato le lascio aprire. Estraggo i mollusci dalle valve aperte, non uso le cozze che non si sono aperte spontaneamete.
In una pentola metto l'olio rimasto, l'aglio lo faccio imbiondire  e aggiungo le cozze tenute da parte, faccio evaporare parte dell'acqua che rilasciano i molluschi. A questo punto aggiungo i pelati spappolati con una forchetta o passati al passaverdure. Porto a cottura per qualche minuto ed aggiungo il peperoncino. Non salo perchè l'acqua dei mitili è già salata; eventualmente dovesse occorrere altro sale lo si può sempre aggiungere alla fine. Continuo la cottura per circa 15 min.,fino a che il sugo non raggiunge la consistenza desiderata. Circa 5 min. prima della cottura del sugo aggiungo le cozze private dei gusci, continuo la cottura. Aggiungo il prezzemolo solo pochi minuti prima di condire la pasta per mantenere il profumo di fresco del prezzemolo.
Lesso le linguine in abbondante acqua salata. A cottura scolo bene la pasta. La sistemo nella pentola di cottura, aggiungo una parte di sugo evitando di unire le cozze con le valve e le faccio assorbire il sugo. Impiatto e condisco con il rimante sugo e decoro con le cozze con il guscio.
Se passate da Taranto non dimenticate di gorevi un delizioso piatto di cozze.

Un arrivederci dal Mar Piccolo di Taranto e dalle sue deliziose cozze

Alla prossima

Ciao

8 commenti:

  1. Che bello il tuo reportage :-) complimenti! Mi è venuta voglia di visitare il museo di Taranto! E mi piace moltissimo la tua ricetta: sai che non ho mai provato le cozze in questa versione? Solitamente, mamma le cucina in bianco...le segnalerò il tuo blog, così seguirà la tua ricetta, voglio provarla assolutamente!! Un abbraccio cara

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    1. Sono felice d'aver acceso la tua curiosità sia sul museo, che amo particolarmente, che sulla ricetta. Una buona giornata e un bacione Stefania

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  2. Cara Stefania grazie mille per il bellissimo e interessante post che ho letto con molto piacere;)
    Immagino quanto sia stato emozionante tornare al museo di Taranto nel quale conservi tanti e piacevoli ricordi risalenti al periodo della tua infanzia...sicuramente gli oggetti presenti in esso non possono che colpire e rimanere impressi divenendo indelebili:).Questo a partire dai monili che vedo in foto...credimi mi ha colpito la loro bellezza e l'attualità delle loro forme,al punto che indossandoli oggi non potremo sentirci fuori moda:).Veramente bellissimi e molto fini,proprio come piacciono a me!
    La ricetta delle linguine con le cozze poi e' eccezionale:preparata a regola d'arte;):senza ombra di dubbio profuma di mare grazie all'acqua delle cozze che insaporisce il sughetto;).
    Inoltre ti faccio i miei migliori complimenti in quanto ha un aspetto meravigliosamente invitante e non immagini l'acquolina incredibile che mi ha fatto venire:)).
    Grazie mille per la condivisione:)).
    Un bacione e buona domenica:))
    Rosy

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    1. Grazie a te per aver apprezzato. Sei sempre molto cara e gentile. Un bacione e una buona giornata. Ciao Stefania

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  3. Tutto molto bello e per finire in bellezza, questo piatto di linguine alle cozze, che dire, mi hanno fatto venire acquolina in bocca !Buon weekend !

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    1. Grazie, è davvero un piacere incontrare chi condivide i tuoi gusti. Buona giornata a te. Ciao Stefania

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  4. Risposte
    1. Grazie Günther. È un piacere averti qui. Ciao

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