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mercoledì 14 febbraio 2018

Fave bianche fritte

Uno stuzzichino davvero pericoloso; una tira l'altra, quel gusto croccante, salato con una nota piccante data dal pepe nero e dalla paprica ne fanno un accompagnamento indicatissimo per un aperitivo o un ammazza tempo.
Ho un bel ricordo delle fave fritte. Adoro andare a ballare e in attesa della cena, il proprietario del locale, tra un ballo e l'altro ci offre  un piatto di questi stuzzichini. Che dite la ricetta ce la siamo fatta dare? Eccola!
Le varianti sono due, per ora ho provato solo quelle fritte, alla prossima le farò al forno. Di certo sono molto buone, unica attenzione è masticare con attenzione perchè alcune potrebbero essere più dure delle altre a discapito dei denti.
Le dosi sono puramente indicative.
È preferibile non esagerare, si potrebbero avere fastidiosi e dolorosi problemi intestinali, sono sempre legumi  e per di più fritti.










Fave bianche fritte.

venerdì 22 luglio 2016

Fave e foglie ovvero purè di fave e verdure di campagna

Il tempo, nei giorni scorsi, non è stato tra i migliori e noi ne abbiamo approfittato. Il mare era decisamente da scartare, troppo vento e temperatura, per me, decisamente troppo fredda. Alternativa, c'è sempre un'alternativa, e stavolta è stata molto piacevole e ispiratrice. Una scampagnata tra i campi che circondano la mia città. 

Pianta di sivone

L'acqua caduta, poca, ma sufficiente per far crescere qualche deliziosa pianta di cicoria selvatica e di sivoni, non tanti, ma abbastanza per poter preparare "Fave e foglie"

Fave e foglie in piatti di ceramica di Grottaglie

È un piatto che ricorda periodi in cui ci si doveva accontentare di ciò che la natura offriva; un tempo in cui la carne era un lusso per i più; in cui i legumi erano il piatto forte che permetteva di non ammalarsi, un cibo sostanzioso e che sazia molto.
Una  pietanza, oggi, che è presentata nei ristoranti come una chicca; vanto dei cuochi che con orgoglio la propongono in menù di prestigio.

Ho imparato a cucinare questo piatto grazie alla mamma di mio marito, massafrese doc, ancora ligia alle tradizioni tramandatale dalla sua mamma e dalla suocera. Una maestra di tutto rispetto. 
Come ben sapete io lombarda trapiantata in Puglia ho cercato di far convivere gli usi di entrambe le regioni; non poteva mancare nel mio bagaglio questa illustre ricetta e con soddisfazione posso dire di essere riuscita a proseguire nella tradizione di famiglia.
Tornando alla preparazione, oggi il modo di cucinarlo è un po' cambiato. Ormai in pochi possono permettersi un focolaio su cui mettere a cuocere per alcune ore una 'pignata' che pippa dolcemente accarezzata dal fuoco indiretto, al cui interno le fave, con alcune patate, in acqua e sale, cuociono dolcemente fino a rendersi talmente tenere da poter essere spappolate con un cucchiaio di legno e tanto olio di gomito da parte della massaia, il cui vanto era 'non trovare nemmeno un granello di fava'. 
Oggi tra il tempo che non è mai abbastanza, le cucine ultra moderne e attrezzatissime, le pentole che cuociono da sole, il purè di fave lo si prepara anche con la pentola a pressione o per le più irriducibili con una normale pentola facendo però molta attenzione che non attacchino al fondo; garantisco il sentore di bruciato si sente davvero tanto. Anche all'olio di gomito si può ovviare con un buon mixer ad immersione... a volte è davvero bella e comoda la tecnologia.

Per chi non avesse la possibilità di reperire le verdure selvatiche ci si può accontentare di bietoline a gambo sottile (le erbette) e cicorie non cimate in proporzione di 1a2 per diminuire il sapore amaro della cicoria ma, se si ama il gusto amarognolo si può usare solo cicoria. Eviterei di usare solo la bietola perchè non si crea contrasto tra fave dolciastre e bietoline anche loro dolciastre; ma non è vietato.

Il pepe, nel purè di fave non viene messo, è un di più, anzi, quando qualcuno esagera,  c'è il detto "mette il pepe anche nelle fave bianche".

Fave fresche con baccello
Fave secche con ancora la pelle sul seme










Le fave bianche non sono una particolare specie di 
Fave spezzate
fave, ma le comuni fave, private del  baccello  e messe a seccare intere, su stuoie, al sole; ormai secche sbucciate e divise in due. Un lavoro lungo che le donne nei tempi passati facevano nel tardo pomeriggio estivo, quando il caldo incominciava a diminuire; lavoravano e chiacchieravano tra loro; in compagnia passavano il tempo e preparavano le fave per l'inverno.


venerdì 1 aprile 2016

Risotto con piselli, fave e pancetta

La primavera è arrivata, anche se con qualche esitazione; un giorno il sole splende accecante ed il giorno dopo le nuvole coprono il cielo e il vento soffia ancora freddo.
Nonostante queste premesse, però sui banchi del mercato fanno bella mostra i prodotti tipici primaverili.

Piselli in pianta




Piselli e fave con il loro verde brillante attirano subito la mia attenzione.











Fave in pianta


 Adoro questi prodotti dolci e profumati, mangiarli appena tolti dal loro baccello è una goduria, però oggi il loro utilizzo è per preparare un colorato e profumato risotto. Dei piselli come al solito conservo i baccelli con cui preparo il brodo di cottura del risotto. 



Delle fave invece i baccelli non li utilizzo e nemmeno la buccia che riveste la fava, quindi con un pochino di pazienza occorre sbucciare ogni seme uno per uno; per fortuna le fave sono grosse e il lavoro è facilitato.
Questo risotto l'ho provato la prima volta alcuni anni fa; trovai la ricetta su il Giornale del Cibo e da allora, a primavera, lo ripropongo.


riso, fave, piselli, pancetta
Risotto con piselli, fave e pancetta

martedì 16 febbraio 2016

Pasta e fagioli



Legumiera
Legumiera di Grottaglie (Ta)


Finalmente è arrivato il freddo e quindi via libera ai piatti che riscaldano, che corroborano, che ci coccolano con il loro sapore e calore deciso.
Non c'è nulla di più gratificante di una buona e saporita pasta e fagioli.
Si fa presto a dire "pasta e fagioli". Ma quale? Ho in bella mostra nello scaffale dei libri di cucina un volume zeppo di varianti della pasta e fagioli, dalla più semplice alla più complessa, ognuna figlia di una tradizione regionale diversa.
I fagioli hanno dovuto fare molta strada per giungere fino a noi. Anche loro, come le patate e i pomodori, ci sono arrivati solo dopo la scoperta dell'America. Gli Incas e gli  Aztechi, ne conoscevano il loro grande valore nutritivo e ne facevano largo uso. 

domenica 17 gennaio 2016

Come cuocere i legumi

Cottura dei legumi



Per chi compera i legumi in scatola, questo post non serve ☺, ma a qualcun altro potrebbe interessare come procedere per cuocere fagioli, ceci, cicerchie o legumi in genere secchi. Le confezioni di legumi pronti sono molto comode e per fortuna ce ne sono in commercio anche di buoni; certo non possiamo pretendere di trovare legumi di qualità superiore, ma se ci accontentiamo... Se invece desideriamo cucinare giusto quegli speciali fagioli che siamo riusciti a scoprire nel negozio specializzato e che sono irrimediabilmente secchi, ecco che occorre prestare un po' di cura alla loro preparazione.

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