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venerdì 22 novembre 2019

Pettole senza glutine



22 novembre Santa Cecilia.
Una data importante: è in concomitanza con questa festa che iniziano, a Taranto e provincia, i preparativi per il Natale: qui i festeggiamenti per l’Avvento iniziano per S. Cecilia, in anticipo rispetto a tutti i calendari dell’Avvento che li fanno iniziare per la festa dell’Immacolata o per la festa di Santa Lucia; potremmo dire che è il periodo natalizio più lungo d’Italia.
Anche quest’anno ci si prodiga per preparare il piatto caratteristico della festa:Le Pettole.
Naturalmente le pettole non si preparano solo per  S.Cecilia, ma ricorrono per tutto il periodo Natalizio; scandiscono le giornate di festa: l’Immacolata, le vigilie (Natale e Capodanno) quando tutti i familiari  e amici si  riuniscono in una grande tavolata.
In un precedente post ho descritto la preparazione delle pettole tradizionali, quest’anno propongo le pettole in versione senza glutine.


venerdì 6 luglio 2018

Ricotta fritta




Giornata di mare! Finalmente! Da qualche giorno l’estate si è ricordata di farsi godere anche qui in Puglia. Un giugno come lo abbiamo vissuto quest’anno è difficile da ricordare, freddo, piovoso e con una copertura di nuvole da far invidia al più birichino marzo;  con l’arrivo del caldo sole non più velato da spesse nuvole, eccomi qui a godere di una splendida giornata su una spiaggia di sabbia fine ed un mare limpido, però ancora poco  accogliente, non ancora in linea con la stagione; è irrequieto, l’acqua gioca con il vento che crea  creste di schiuma bianca che interrompono per un attimo il blu luccicante. Da lontano alcune navi rompono la linea dell’orizzonte, tutto intorno una pace e una serenità, interrotta solo dalle voci di alcuni bambini che giocano tranquilli sulla sabbia. Ad un tratto l’atmosfera si vivacizza; ai nostri vicini d’ombrellone si è unita una  anziana coppia, sono i nonni dei bambini a cui hanno promesso qualcosa di speciale per la merenda. E si, la nonna ha preparato la ricotta fritta.
Una cosa che riesce sempre a sorprendermi è l’effetto che una pietanza abbia sui ricordi, riporta a galla emozioni e sensazioni che pensavo di non ricordare. Tavolate estive gioiose, con bambini che corrono in cucina e rubacchiano dal piatto del fritto, mentre la nonna li  lascia fare ma con quel cipiglio tipico di chi non vuole essere disturbata durante quell’operazione. Nessuno però si è mai intimorito, la nonna ne era contenta e sotto i baffi se la rideva soddisfatta.
Un po’ di storia. È un piatto della tradizionale pugliese che accomuna l’esigenza di preparare un pasto nutriente e saporito con il recupero di un prodotto non più fresco. Come sempre l’inventiva delle donne di casa non deludeva mai. 
Ottima come antipasto, come un secondo sfizioso e come un veloce dolce se lo si cosparge con lo zucchero semolato, un po’ come si usa consumare le pettole nel periodo natalizio
Per  avere la giusta consistenza della ricotta da friggere occorre mantenerla per uno o due di giorni nel fuscello, in modo da far scolare gran parte dell’acqua tanto da rendere più compatta la ricotta e far si che al taglio non si rompa. Non credo sia possibile replicare questa ricetta con le ricotte industriali, perché restano sempre cremose.
Ed ora procediamo con la ricetta che pur nella sua semplicità è una delizia.


Fritto misto - cotoletta, ricotta fritta, mozzarella in carrozza

mercoledì 14 febbraio 2018

Fave bianche fritte

Uno stuzzichino davvero pericoloso; una tira l'altra, quel gusto croccante, salato con una nota piccante data dal pepe nero e dalla paprica ne fanno un accompagnamento indicatissimo per un aperitivo o un ammazza tempo.
Ho un bel ricordo delle fave fritte. Adoro andare a ballare e in attesa della cena, il proprietario del locale, tra un ballo e l'altro ci offre  un piatto di questi stuzzichini. Che dite la ricetta ce la siamo fatta dare? Eccola!
Le varianti sono due, per ora ho provato solo quelle fritte, alla prossima le farò al forno. Di certo sono molto buone, unica attenzione è masticare con attenzione perchè alcune potrebbero essere più dure delle altre a discapito dei denti.
Le dosi sono puramente indicative.
È preferibile non esagerare, si potrebbero avere fastidiosi e dolorosi problemi intestinali, sono sempre legumi  e per di più fritti.










Fave bianche fritte.

lunedì 27 febbraio 2017

Chiacchiere senza glutine




Anche quest'anno è arrivato il Carnevale. Lode a queste giornate di divertimento e di allegria. Tra qualche giorno si tornerà a essere giudiziosi e seri, ma per ora divertirsi è non solo bello e consentito ma quasi doveroso. E se è giusto godere di tanta gioia, anche il palato deve avere la sua parte. DOLCI questa è la parola ricorrente e anche quest'anno "chiacchiere" ma senza glutine. Il procedimento è lo stresso delle tradizionali, variano solamente  alcuni ingredienti tipo la farina pertanto se ci sono problemi basta rifarsi al post delle chiacchiere con farina di frumento.
Grazie al mix di farine di Cristina Basso ho ottenuto chiacchiere leggere, friabili e deliziose e sopratutto senza glutine.

MIX DI FARINE PER DOLCI LIEVITATI DI CRISTINA BASSO
200 GR farina di riso finissima*
85 GR. Amido di tapioca*
65 GR. Farina di grano saraceno bianca*(io farina per dolci molino Tudori)
7 Gr. Xantano
Setacciare 2 volte e usare quando occorre nella quantità richiesta dalla ricetta




lunedì 4 gennaio 2016

Cartellate gluten free



Avevo già presentato una specialità natalizia tipica pugliese: le cartellate.
Lo scorso anno purtroppo non abbiamo potuto godere, come ogni Natale delle deliziose coroncine di pasta ricoperte di miele che caratterizzano queste festività; purtroppo ancora non avevo dimestichezza con le nuove farine, a dirla tutta ero davvero terrorizzata.
Quest'anno ho provato e devo dire che mi è andata davvero bene, nessuno ha notato la differenza, tanto che sono sparite come neve al sole, significa che sono piaciuti... credo proprio di sì.

Ho atteso a postare la ricetta perché volevo testarle nel tempo. Le Cartellate, fatte con farina di grano, durano per alcune settimane senza spappolarsi ma inumidendosi appena con il miele che le ricopre. Oggi dopo ben tre settimane dalla loro preparazione, le ultime supersisti (nascoste a tutti per poter fare la prova resistenza )sono apparse nel pieno della loro fragranza, appena appena umide ma ancora croccanti al morso quel tanto che devono. Che dire oltre: sono davvero soddisfatta.


venerdì 13 febbraio 2015

Frittole

Periodo di carnevale:  mai come quest'anno il mio tempo è ridotto al lumicino, tanti impegni improrogabili ma spero al più presto di riuscire a recuperare il tempo perso e dedicarmi al mio blog.
Grazie all'incitamento della mia amica Porzia, ho deciso di presentare una ricetta per questo carnevale per me ancora in sordina.

Questa ricetta è stata pubblicata su Dolci proprio come dolce tipico del carnevale. Queste sono frittelle venete e come citavo sul giornale "Esprimono con gusto e con brio l'essenza tipica del carnevale. C'è sempre vivacità in famiglia quando si cucinano le frittole perché danno il meglio di sé appena preparate, sia che si cospargano di zucchero semolato, nella versione più semplice, che ripiene di crema pasticcera".


Piatto di Frittole; ringrazio Porzia per la bella fotografia

venerdì 21 novembre 2014

Arancini

Amo il risotto e a volte capita che mi lascio prendere la mano e le quantità cucinate non sono proprio poche; a volte penso che sotto sotto c'è un pensiero inconscio che mi fa fare cose che normalmente non farei; stavolta ne ho subito approfittato: troppo risotto=arancini.

Ho preparato un risotto con gli spinaci e patate, ma qualsiasi tipo di risotto è perfetto se si vuole gustare un arancino;  sicuramente da preferire è il risotto alla milanese, o  alla parmigiana e così di seguito. Il mio risotto era sicuramente in coda alla lista delle preferenze essendo già così ricco di sapori;  il risultato finale non è stato davvero da disprezzare, diverso ma sicuramente buono.

Con questo piatto si ottiene un duplice risultato: recuperare gli avanzi e gratificare il palato con una pallina calda, croccante e filante.

I più noti, anzi le più note sono "le arancine" siciliane, tassativamente al femminile e  vanno fatte con un risotto allo zafferano; nel resto d'Italia gli arancini sono maschili, li troviamo ovunque, e sempre preparati  con i risotti classici con o senza zafferano ma a cui tutti ci aggiungono il loro tocco particolare.


Arancini

venerdì 22 novembre 2013

Pettole


La banda musicale per le vie di Taranto (Foto tratta da "Taranto Buona Sera")


Il giorno di S. Cecilia è un  giorno particolare per Taranto e per i suoi abitanti. All’alba ci si  sveglia al suono delle note intonate dalla Banda musicale  il "Complesso Bandistico Lemma città di Taranto".   È  una consuetudine ormai radicata da molti anni, proprio per onorare la Santa protettrice dei musicisti. La banda percorre le strade della città suonando le  pastorali scritte da musicisti tarantini. È un ricordo dei pastori che, durante la transumanza, scendevano con i loro greggi  dal lontano Abruzzo  fino alle nostre terre. Durante il loro tragitto si accompagnavano con i tipici strumenti musicali:  zampogne, cornamuse, ciaramelle. Arrivati nella città si avventuravano tra i vicoli suonando i loro strumenti ed  in cambio della loro musica ricevevano del cibo: delle frittelle ottenute dalla pasta del pane, arrivate a noi  come “Pettole”
A tal proposito ho rinvenuto una leggenda sull’origine delle pettole:
 Il giorno di Santa Cecilia,  una donna si alzò come di consueto, per preparare l'impasto per il pane. Mentre l'impasto lievitava sentì un suono di ciaramelle, si affacciò e vide i zampognari che arrivavano. Come ipnotizzata da quella melodia scese per strada e si mise a seguire i zampognari per i vicoli della città.
Quando tornò a casa si accorse che l'impasto era lievitato troppo e non poteva più essere usato per il pane, e che nel frattempo anche i suoi figli si erano svegliati e reclamavano la loro colazione.
Senza lasciarsi prendere dalla disperazione, la donna mise a scaldare dell'olio e cominciò a friggere dei pezzettini di pasta che nell'olio diventavano palline gonfie e dorate che piacquero molto ai suoi figli, che con la loro tipica curiosità le chiesero: "Mà, come si chiaman'?(Mamma, come si chiamano)"- e lei pensando che somigliavano alla focaccia ( in dialetto detta "pitta") rispose: "pettel'" (ossia piccole focacce).
Non ancora soddisfatti i figli chiesero: "E 'cce sont? (e cosa sono?)" - e lei vedendo che erano molto soffici rispose: "l' cuscin' du Bambinell" (i guanciali di Gesù Bambino).
Quando finì di friggere tutto l'impasto, scese per strada coi suoi bambini, felici e satolli per offrire le pettole ai zampognari che con la melodia delle loro pastorali avevano reso possibile quel miracolo.

 Certo la leggenda a volte travisa la realtà, ma una cosa è certa, le donne di casa si alzavano sempre prestissimo e a forza di braccia impastavano  acqua e farina  con l’aggiunta di un pezzetto di lievito ottenuto dalla  pasta cresciuta dell’impasto precedente. Era consuetudine, tra vicini scambiarsi il crescente al momento  di impastare, in dialetto  “u luat”. Non era difficile sentire di prima mattina, proprio in concomitanza della panificazione, odore di fritto: le mamme preparavano, con lo stesso impasto  del pane, delle frittelle per la colazione dei loro piccoli.
Una cosa importante: è in corrispondenza con questa festa che iniziano, nella zona, i preparativi per il Natale: qui l’Avvento inizia per S. Cecilia. 
Naturalmente le pettole non si preparano solo per  S.Cecilia, ma ricorrono per tutto il periodo Natalizio, scandendo le giornate di festa; l’Immacolata, le vigilie (Natale e Capodanno) quando tutti i familiari  e amici si  riuniscono in una grande tavolata.

La ricetta è davvero molto  semplice e con pochi ingredienti; sicuramente molto vicina a quella del pane.
 
Pettole e pettole dolci con vincotto
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