Visualizzazione post con etichetta Primi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Primi. Mostra tutti i post

lunedì 13 gennaio 2020

Riso con ossibuchi in gremolata



Se è vero che una ricetta può far rivivere un bel ricordo, ecco questa è la preparazione giusta che mi riporta alle splendide vallate e alle dolci colline del territorio veneto, in una tiepida giornata primaverile, di un lontano e non precisato anno in cui il mio desiderio di conoscere luoghi e sapori si stava realizzando in pieno. Visitare in compagnia di amici la provincia di Padova. 
Padova
Uno scrigno di meraviglie che mi ha regalato una intera giornata in compagnia di una splendida coppia, la quale al momento del pranzo mi ha insegnato come cucinare gli ossibuchi in gremolata. Un sapore che forse non avrei mai consapevolmente approvato e provato, ma che grazie alla loro maestria in cucina e la piacevole compagnia ho gustato e apprezzato. Il detto “In compagnia si è sposato anche un prete” questa volta ha colpito nel segno. 
Propongo con piacere questo piatto nella speranza che sia gradito al pari di come lo gradii io allora.

martedì 29 gennaio 2019

Pasta e patate


Senza le patate che mondo sarebbe?

Ritratto di Antoine Parmentier ad opera di François Dumont con un bouquet di fiori di patata 

Pensare che in Italia si è a lungo vissuto ignorando l’esistenza di questo versatile e saporito tubero. Per fortuna ai giorni nostri abbiamo una varietà di patate adatte ai vari usi in cucina. Non più solo un tubero per ogni pietanza ma ogni varietà è ben identificata. La più semplice classificazione: pasta gialla con polpa più soda adatta per fritture, insalate, bollita e cotture in cui si prevede la presenza dei pezzi integri e pasta bianca con polpa più farinosa adatta a tutte quelle preparazioni che prevedono una patata che si sfaldi facilmente tipo purè, crocchette, gateau. Senza addentrarci in classificazioni azzardate possiamo dire che esistono le patate novelle consumate subito dopo la raccolta, le rosse ancor più consistenti delle classiche a polpa gialla e la Vivaldi patata light, gioia di chi è a dieta con una quantità minore di carboidrati rispetto ad altre varietà. Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutte le pietanze.
Grazie a  questo tubero da sempre conosciuto dagli Aztechi e dagli  Inca e all'inventiva del popolo napoletano che ha realizzato di unire alle patate la pasta anche io posso portare in tavola una fumante e gratificante pasta e patate. In questi giorni di freddo è davvero un piatto che gratifica e corrobora.
 
Pasta e patate
Pasta e patate con pasta mista

lunedì 20 agosto 2018

Timballo di pasta con verdure gratinate


Caldo, caldo e ancora caldo. L’estate, da alcuni anni a questa parte mi sembra più una sofferenza che un momento di calma, di riposo e divertimento. Il caldo è quello che fa la parte del leone ed io mi sento spesso sopraffatta da tanta calura.
Per fortuna non tutti i giorni sono uguali e approfittando di alcune ore di relativa frescura dopo un copioso temporale, ho deciso di preparare uno sformato di pasta e verdure. Fornetto sistemato sul tavolino in balcone per non riscaldare troppo la cucina ed il gioco è fatto .
 Adoro questo timballo di pasta al forno perché è ricca di tante verdure e non solo…
Andiamo a preparare la ricetta e a scoprirne tutti i deliziosi ingredienti.


mercoledì 25 aprile 2018

Crêpes ripiene di zucchine e taleggio





Oggi è stata la giornata delle crêpes ripiene di zucchine e taleggio.
Con l’inizio delle belle giornate, i pomeriggi lunghi e luminosi, il tepore del sole che si insinua dalle finestre aperte e il profumo delle piante fiorite che inebria i sensi queste frittatine con un ripieno fresco e saporito sono accolte con piacere da tutti.. Con due o tre crêpes a testa per cena non si può chiedere di più… forse un gelato accompagnato da una macedonia di frutta non ci starebbe male, ma proseguiamo.
Occorre preparare le crêpes, poi trifolare le zucchine e distribuire su ogni crêpe una buona dose di formaggio taleggio. Adoro quando fonde.
Procediamo!



 Crêpes ripiene di zucchine e taleggio (3p)

domenica 19 novembre 2017

Involtini di verza





Che dire, a volte è un piacere fare scorta di verdure se in programma c'è una ricetta gustosa e che piace a tutti in famiglia, se poi fanno anche bene non c'è da esitare. Ricche di vitamina C, ferro, calcio, aiutano a rinforzare il sistema immunitario, ottime per prevenire raffreddori in periodi di sbalzi di temperatura come questo. 
Non dimentichiamo che sono indicate anche come alimenti antitumorali, protettori del cuore e regolano la pressione alta; delle bombe di benessere.  
Queste verdure appartengono alla famiglie delle crucifere. Una famiglia vasta, molto nota ma poco apprezzata a causa dell'odore poco piacevole che si sprigiona durante la cottura.
Ormai è chiaro a tutti, parlo di cavoli, broccoli, cavolfiori, verze.  
Questa volta utilizzo la verza, ed in particolare le foglie esterne, larghe e ben arricciate, ottime per contenere un ripieno ed essere richiuse ad involtino.



verza, riso
Involtini di verza


INVOLTINI DI Verza (26 involtini) 

domenica 1 ottobre 2017

Minestra toscana con polpettine







Adoro viaggiare, che sia un viaggio lungo o uno brevissimo non importa, l'importante è vedere posti diversi dai quotidiani, scoprire nuovi paesaggi e nuove emozioni. 
È difficile che torni con  in tasca una  delusione; monumenti, mari, montagne, gravine e città sono tante bancarelle ricche ed ammalianti. 
La grande varietà di cibo che ho la possibilità di gustare è una ricchezza che mi conquista ogni volta. Luogo che vai, usanze che trovi e quindi perché non adattarsi, anche se per  il breve tempo a disposizione, agli usi ed abitudini del luogo? È raro che me ne debba pentire. 
Proprio durante una deliziosa vacanza ho avuto modo di conoscere questa minestra toscana con polpettine. A sera, dopo tanto camminare ed ammirare stupendi monumenti, questa minestra ci ha ritemprati. 
Tra gli appunti di viaggio c'è anche la ricetta. 😊



sabato 10 giugno 2017

Crespelle al forno con la zucca

Incredibile, ho trovato, sui banchi del fruttivendolo la zucca. Decisamente un ortaggio ormai fuori periodo, ma non me la sono lasciata sfuggire, l'ho comperata per preparare queste gustose crespelle, un delizioso omaggio del mio amico Paul.
Ho apportato pochissime modifiche, obbligate dal senza glutine e una spezia che adoro e che penso ci stia molto bene, le mie modifiche sono riportate in rosso.
Le crespelle, non è indicata nessuna ricetta particolare quindi ho usato quelle fatte con farina di grano saraceno, hanno un sapore più deciso che secondo me si adatta bene al dolce della zucca.




martedì 7 marzo 2017

Risotto alla zucca e ricotta




Adoro la zucca e in inverno questo ortaggio è regolarmente presente sulla mia tavola, quest'anno però l'ho un po' trascurata.

Oggi risotto!

Il cielo è grigio, con nuvole bianche e pesanti, l'aria è ridiventata fredda e umida sembra si stia preparando ad arrivare un bel temporale. Ho aperto la zucca che da qualche mese troneggia sul pensile in cucina: è diventata ormai un oggetto da arredamento e mi dispiace romperla.
Ormai è deciso si fa il risotto e la zucca mi serve, quindi bando ai sentimentalismi e ai tentennamenti dell'ultimo minuto; so che mi mancherà vederla, così colorata sul pensile. 

Oggi risotto!


riso, risotto, zucca, ricotta
Risotto con zucca e ricotta

giovedì 1 settembre 2016

Un pomeriggio al MarTa e Linguine con sugo di cozze





Scorcio del Mar Piccolo a Taranto con vista dei pali per le cozze
Non so se a voi è mai capitato di sentirvi riportare indietro negli anni e rivivere una sensazione di vera felicità solo per aver ripercorso luoghi, rivisto immagini ed oggetti che la tua memoria ti confermano familiari. 



Appena entrate ci accoglie la testa bronzea di Eracle

Questo mi è accaduto questa estate visitando il museo di Taranto, più conosciuto con l'acronimo "MarTa".
Per me il museo di Taranto è il compagno di una vita. Ci siamo presentati quando avevo solo 10 anni. Con le mie compagne di classe, vestite con il nostro bel grembiulino bianco ed il fiocco rosa, accompagnate dalla maestra, facevamo il nostro ingresso in un modo sconosciuto ma ricco di promesse. La maestra ci aveva spiegato molto e man mano che proseguivamo nella visita, si dilungava in spiegazioni che spesso non capivo bene, ma una cosa era certa, mi piaceva quel luogo. 



Vasi porta unguenti e oggetti votivi

Taranto è una fonte inesauribile di ritrovamenti e proprio in quel periodo ovunque si scavasse affioravano reperti e tombe.
Ritornai spesso a curiosare tra i corridoi del museo in cui trovavo i reperti che erano stati riportati alla luce dalla tomba nella via... o nella piazza... luoghi a me fin troppo noti, luoghi della mia quotidianità.
Gli anni sono trascorsi ed io mi sono allontanata da Taranto e anche il museo l'ho perso un pò di vista, ma ogni volta che lo sentivo nominare era una gioia, come un qualcosa di mio che il mondo poteva ammirare. A pensarci sembra sciocco, ma è bello condividere con tanti una gioia simile.


Tomba dell'atleta di Taranto - L'interno della tomba si può vedere attraverso lo specchio posto sul soffitto

Cosa mi colpì allora, quando ancora bimba mi affacciai al mondo della archeologia e della Magna Grecia? La risposta è immediata: la tomba dell'atleta; ho per anni fantasticato su questo personaggio, l'ho immaginato mentre partecipava a gare, quando si tergeva il sudore con gli strigili, provando io un senso di disgusto e quasi dolore al pensiero di quell'oggetto di metallo sulla pelle e di ammirazione per essere giunto dopo tanti anni a noi. 


ori belli e...




Per non parlare dei famosissimi ori di Taranto: anelli, collane, bracciali, corone, orecchini e monili che anche oggi farebbero la gioia di molte donne.

...sempre attuali

Vanto e presti-
gio degli orafi del tempo che abilmente lavoravano l'oro, pietre e i metalli preziosi sino a renderli delle opere d'arte, oggetti di lusso atti ad adornare le nobildonne del tempo. Un'abilità che ha dato notorietà agli artigiani tarantini. D'altronde come potrei non apprezzare e non rimanerne incantata visto che mi sono così appassionata alla lavorazione dei monili. Che siano stati gli ori di Taranto a trasmettermi questo amore? Ma! Chissà?




Io Zeus e Ilaria Barulli


In compagnia di Ilaria Barulli di Going for a walk? ho rivisto il museo nella nuova veste. Appena arrivate ci ha accolte il bronzeo Eracle, ma è stato con Zeus, ritrovato ad Ugento, che, con confidenza forse esagerata, vista l'importanza divina,  abbiamo scattato un selfie; qui modernità e antichità convivono armoniosamente. 
Proseguendo per i corridoi, mi sono persa ad ammirare coppe, statue, vasi dai più piccoli a quelli enormi, bamboline e oggetti votivi, monete, fino ad arrivare ad una bacheca con fibule e spilloni a spirale.


Io che ammiro le opere dei mastri orafi del passato e cerco qualche originale spunto


Mi sono fermata ad considerare che i gusti non sono poi troppo cambiati, ho anche io uno spillone simile e dei pendenti con spirali e pietre; quasi comico vero? 




E alla fine ecco gli ori che ricordavo. 




Delicato ed incantevole diadema in oro
Una stupenda parure
Belli nella loro raffinata eleganza. 
















Ma per una appassionata di cucina cosa mi poteva entusiasmare... 



Uno splendido schiaccianoci bronzeo


due mani che si stringono tra loro, un bronzeo schiaccianoci che ha contribuito a deliziare il palato in sontuosi pranzi.

Abbiamo trascorso un pomeriggio vagando tra corridoi, ammirando e galvanizzandoci ad ogni teca. Pensavamo di aver visto ormai tutto, quando nell'ultima sala la sorpresa più gradita, la tomba dell'atleta dopo tanti anni è tornata nel museo ove tutti la possono nuovamente ammirare. Per preservarla è stato necessario porre dei limiti che i visitatori non possono superare, pena l'azionamento di un campanello che tradisce l'avvicinamento, uno specchio posto sopra la tomba permette di vedere lo scheletro che vi è all'interno. È stato come ritrovare un vecchio amico, ero davvero felice. Ho cominciato a chiacchierare con il custode e lui mi ha detto che non ero l'unica ad aver avuto questa reazione, evidentemente è mancato a molti e molti sono stati felici del suo ritorno. 
Siamo uscite dal museo che eravamo elettrizzate. Non sarò una studiosa ma questa visita mi è nuovamente piaciuta e la consiglierei a tutti e, se anche ad un solo bambino piacesse come è piaciuto a me, ne sarei davvero felice.

Con questo pensiero positivo termino la mia non scientifica visita al MarTa per portarvi però ancora tra le bellezze e le leccornie di Taranto, le mitiche cozze tarantine, piccole ma saporitissime, culto e vanto dei mitilicoltori.

Perchè sono così rinomate ed apprezzate? Come spesso accade, il luogo dove vengono prodotte da una caratteristica particolare al prodotto finito. 


Citro:vortice che si crea sulla superficie del mare in presenza di una sorgente d'acqua dolce sottomarina
Mar Piccolo a Taranto - Autore Maximix - creative commons


Un mare chiuso, con molte polle d'acqua dolce, i citri, che riducendo la salinità ed abbassando la temperatura dell'acqua rendono il mare particolarmente favorevole per la crescita delle cozze.




Linguine al sugo di cozze.(4p.)

300 gr. linguine*
1 Kg. cozze
500 gr. pelati
2 spicchi di aglio
peperoncino
4 cucchiai di olio di oliva
prezzemolo tritato

Gli ingredienti con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o riportare la scritta "senza glutine"

Questa ricetta l'ho imparata da una amica/compagna di scuola tarantina che sapeva aprire le cozze con una maestria unica. Io invece non sono così brava quindi preferisco farmi aiutare da un pentola e dal fuoco per aprirle velocemente. Lo so, è un'eresia e la mia amica non mi ha sempre condivisa. Poi seguendo il forum di Coquinaria ho imparato un trucchetto per mantenere il profumo del mare, e che qui condividerò con voi.
Prepariamo il sughetto di cozze.
Pulisco bene le cozze sotto l'acqua e con un raschietto tolgo tutte le impurità sul guscio. Scelgo una quindicina di cozze, le più belle e grosse e le tengo da parte.
In un capace pentola metto l'olio e l'aglio, lo faccio rosolare e vi aggiungo le rimanenti cozze, copro con un coperchio e a fuoco moderato le lascio aprire. Estraggo i mollusci dalle valve aperte, non uso le cozze che non si sono aperte spontaneamete.
In una pentola metto l'olio rimasto, l'aglio lo faccio imbiondire  e aggiungo le cozze tenute da parte, faccio evaporare parte dell'acqua che rilasciano i molluschi. A questo punto aggiungo i pelati spappolati con una forchetta o passati al passaverdure. Porto a cottura per qualche minuto ed aggiungo il peperoncino. Non salo perchè l'acqua dei mitili è già salata; eventualmente dovesse occorrere altro sale lo si può sempre aggiungere alla fine. Continuo la cottura per circa 15 min.,fino a che il sugo non raggiunge la consistenza desiderata. Circa 5 min. prima della cottura del sugo aggiungo le cozze private dei gusci, continuo la cottura. Aggiungo il prezzemolo solo pochi minuti prima di condire la pasta per mantenere il profumo di fresco del prezzemolo.
Lesso le linguine in abbondante acqua salata. A cottura scolo bene la pasta. La sistemo nella pentola di cottura, aggiungo una parte di sugo evitando di unire le cozze con le valve e le faccio assorbire il sugo. Impiatto e condisco con il rimante sugo e decoro con le cozze con il guscio.
Se passate da Taranto non dimenticate di gorevi un delizioso piatto di cozze.

Un arrivederci dal Mar Piccolo di Taranto e dalle sue deliziose cozze

Alla prossima

Ciao

venerdì 15 luglio 2016

Crespelle al grano saraceno alle erbette



Pianta di grano saraceno
Disegno di Arianna Gusmeroli

                                                           
                                                           
A volte ho la smania di provare nuovi sapori, nuove preparazioni, insomma qualcosa che messo in tavola risponda come un catalizzatore per vivere un paio d'ore in serenità intorno a una tavola imbandita. Non è necessario che sia un giorno di festa, occorre solo che ci si senta in festa e tutto viene naturalmente.
Sfogliando un, decisamente grande, libro di cucina di quelli che si usavano tanti anni fa, ho trovato una ricetta di crespelle di cui mi sono subito innamorata.
Se poi aggiungiamo la spinta francesce per le crepes con la farina di grano saraceno, di cui avevo letto e desideravo provare, ecco che nascono queste crespelle alle erbette.
Avete notato che deliziosa forma
triangolare hanno i chicchi di grano
saraceno.
Prova riuscitissima, facili da preparare e approvate da tutta la famiglia.
Natualmente io le ho preparate senza glutine, ma sostituendo la farina di riso e tapioca con farina di frumento OO abbiamo le classiche crespelle al grano saraceno. ☺







Crespelle al grano saraceno alle erbette
Con queste dosi ne ho ottenute 24

Crespelle:  2 uova grandi
                 100 gr. farina (90 gr. farina di riso finissima+10 gr. farina di Tapioca)*
                 40 gr. farina di grano saraceno bianco *
                 350 gr. latte
                 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
                 noce moscata
                 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
                 pepe, sale
                 burro per cuocere le crespelle

Ripieno:    700 gr di erbette pulite o spinaci puliti( Erbette: tipo di bietola ma con gambo e foglia sottile dal sapore più delicato, usate qui in Puglia in abbinata con le cicorie come  supporto al purè di fave "fave e foglie") 
                 150 gr ricotta
                 3 cucchiai di provolone o in mancanza parmigiano
                 1 uovo
                 20 gr burro
                 cannella in polvere
                 noce moscata
                 sale,  pepe

800 gr circa di sugo di pomodoro
  

Gli ingredienti con il simbolo (*) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o riportare la scritta "senza glutine"


Preparo le crespelle.
In una ciotola, con la frusta, lavoro le uova, aggiungo le farine, diluisco con il latte mescolando in modo da non creare grumi. Metto l'impasto in frigorifero per 30 min. a riposare.

Preparo il ripieno.
Scotto in acqua salata le erbette o gli spinaci. Li scolo bene in modo da far perdere gran parte dell'acqua di cottura.
In una padella capiente metto il burro e le erbette e le faccio rosolare per 3-4 min. in modo che si asciugano ancora. Le trito.
In una ciotola verso le erbette e vi aggiungo la ricotta maneggiata, il provolone grattuggiato, l'uovo, la cannella in polvere, il sale, il pepe e una grattata di noce moscata. Amalgamo bene il tutto e pongo in frigorifero.
Riprendo il composto di uova per le crespelle e vi aggiungo il parmigiano, il prezzemolo tritato, la grattatina di noce moscata, il sale e il pepe. Mischio bene.

In una padella da 18 cm. metto un pezzettino di burro e lo distribuisco su tutta la superficie, quando è ben caldo ma senza far bruciare il burro aggiungo un mestolino di composto di uova e faccio una frittata sottile e tonda. Cotta da una parte la giro e continuo la cottura dalla seconda parte.

Procedo così con tutto il composto; sistemo le crespelle una sopra l'altra in un piatto.






Su ogni crespella sistemo una cucchiaiata di ripieno, le ripiego a saccottino e le sistemo in una teglia.
Preparo il sugo fresco di pomodoro.




Irroro con questo sughetto la teglia e vi sistemo i fagottini, ricopro con il restante sugo e cospargo di parmigiano.





Inforno per 30 min. a 180°, o fino a che sono ben gratinati.


Ti piacciono le mie ricette? Seguimi sulla pagina Facebook Tra monti, mari e gravine  per non perdere nessuna novità!



Alla prossima

Ciao

mercoledì 6 luglio 2016

Insalata di riso a modo mio

In questo momento sto apprezzando e godendo la gioia di un cielo coperto. Lo so è scandaloso godere di un periodo di brutto tempo in estate, ma dopo giorni di caldo intenso e notti non meno accaldate, la probabilità di una pioggia rinfrescante sono da auspicare, nonostante i 31° che continuano imperterriti a farmi compagnia. Il cielo grigio sembra voler dare la sveglia anche a chi come me cade in 'trance' con il caldo estivo; ne approfitto per scrivere la ricetta che in famiglia risolve i giorni di calura estiva: 'il riso in insalata'. Mi sono accorta di non averlo mai proposto; scontato per la sua fama e per la facilità di esecuzione.  Adoriamo questo piatto, ognuno per un suo motivo, ma ogni volta che lo porto in tavola riscuote il successo che ci si aspetta. Il mio motivo? Lo si prepara prima e la cottura la si fa quando il caldo è ancora sopportabile, arrivato il momento di pranzo è già tutto pulito e in ordine, pranzo senza dover ulteriormente sudare e godo dei differenti sapori che un boccone dopo l'altro mi offre il piatto. 
Preferisco servirlo non molto freddo ma appena tendente al fresco in modo da non bloccare gli aromi dei diversi ingredienti.
Una raccomandazione che mi sento di dover fare è di non tenerlo a temperatura ambiente o ancor peggio portarlo in spiaggia o in gita senza una buona borsa frigo con blocchi refrigeranti: il calore deteriora facilmente sia il riso che gli ingredienti aggiunti, rendendo il prodotto poco salubre; in questo caso il rischio di mal di pancia o diarrea è sempre in agguato.
La dose che preparo in ricetta la quantifico per 5 porzioni perchè in famiglia ci concediammo i bis, quindi senza bis si ottengono più piatti.
Detto questo procediamo con la ricetta.
riso in insalata
Insalata di riso a modo mio

giovedì 26 maggio 2016

Maccheroni alla chitarra con farina di quinoa e teff con sugo di salsiccia

La chitarra è uno strumento davvero irresistibile,  con tutte quelle corde a disposizione è praticamente impossibile evitare di sentirsi un provetto musicista. Peccato che la chitarra in questione suoni solo per produrre splendidi e saporiti spaghettoni quadrati e la musica la immagini mentre lavori.  Lavori felice e tutto sembra migliore... ho detto sembra, sbagliato! È migliore.

Chitarra, quinoa, teff, maccheroni
Chitarra


La comperai durante una visita a San Giovanni Rotondo. Mentre passeggiavo, notai un negozietto che vendeva oggetti tipici e prodotti per la cucina, entrai  trascinando con me mia madre che già brontolava per un mio probabile acquisto. Sconsolata per non aver trovato nulla di interessante, ero oramai decisa ad andare via quando su uno scaffale, in un angolino, vidi la chitarra. Mia madre subito "non avrai intenzione di comperarla", ma oramai era mia. Dopo aver pattuito il prezzo uscii felice con il mio paccone in mano e mia madre che borbottava per il nuovo oggetto a cui trovare il posto e per la sicura inutilità dello stesso.
Dopo tanti anni, ogni volta che la uso, ricordo l'acquisto rocambolesco e ne sorrido sempre, ancora soddisfatta d'averla comperata.
Da quando ho a che fare con farine senza glutine, la chitarra la uso molto spesso.
Stavolta ho voluto provare a fare i maccheroni con la farina di quinoa e teff e un'aggiunta di curcuma. Risultato più che soddisfacente. Buoni, conditi con il sugo di salsicce e funghi; un piatto che in queste giornate ancora fredde ci sta a pennello.
L'impasto dei maccheroni è praticamente una pasta all'uovo aromatizzata alla quinoa, al teff e curcuma e per chi volesse provarla con farina con glutine può sostituire il mix di farine per pasta con della farina bianca 0 o 00; il resto è praticamente uguale: 1 uovo per ogni 100 gr di farina, badando sempre a quanto ne assorbe la farina, questa è una regola che vale sempre per tutti gli impasti.



Chitarra, quinoa, teff, maccheroni
Maccheroni alla chitarra con sugo e salsiccia

martedì 10 maggio 2016

Orecchiette con farina di canapa sativa al pesto e pomodori secchi

Varie settimane fa,  anche qui abbiamo goduto del piacere dei mercatini di Natale, una piacevole esperienza apprezzata solo nei mercatini nel nord Italia. Un po' troppo lontano, per goderne ogni anno. Certo non ci si deve aspettare una presentazione simile a quelle tanto note, ma è stato lo stesso molto piacevole gironzolare e curiosare tra gli stend; niente neve e freddo ma un leggero venticello che faceva sventolare i prodotti appesi .
Due bancarelle hanno attirato voluttuosamente la mia attenzione, la prima offriva dolci in pasta di mandorle senza glutine, colorati e profumatissimi: sosta obbligata. Abbiamo assaggiato quello che offrivano, tutto rigorosamente incartato singolarmente tanto da garantire il senza glutine anche per l'assaggio. Paghi e felici riprendiamo l'esplorazione con il nostro primo pacchetto tra le mani. Pasta?! Sì, una bancarella che offriva pasta fatta a mano, con farina di semola come da tradizione;  le orecchiette ben esposte attirano la nostra attenzione,  che  colore strano;  per l'assaggio erano condite con un sugo al basilico e pomodori secchi. Naturalmente non era la bancarella adatta a noi, ma quel nuovo impasto mi incuriosiva parecchio. Mi informo e la farina che propongono è la canapa ma purtroppo non garantita senza glutine. Il desiderio di provare quel nuovo sapore è grande. Me ne vado, e grazie alla gentilezza e disponibilità della cuoca li presente, non senza un piccolo trofeo; la ricetta era mia, pronta per essere replicata alla prima occasione.
Chi desidera provarle con la farina di semola rimacinata, ecco le dosi:
Orecchiette di semola e canapa
Farina di semola rimacinata,
farina bianca 
dal 10% fino al 30%  di farina di canapa sul complessivo della farina
(es. 200 gr. farina di semola rimacinata, 20 gr farina bianca, 20/60 gr farina di canapa rimacinata a seconda del gusto personale).
Il sughetto lo trovate in ricetta. Il procedimento per fare le orecchiette è qui.

Cerco e tempo dopo trovo, senza glutine, la farina di canapa, la compero e con il mio nuovo acquisto torno a casa, decisa a riprodurre la ricetta vista nella bancarella natalizia.

La ricetta che presento è naturalmente senza glutine

Tra monti mari e gravine farina di canapa Orecchiette pomodori secchi
Orecchiette di canapa al pesto di pomodori secchi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...