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lunedì 15 agosto 2016

Buon ferragosto 2016



Buon ferragosto a voi tutti 




che lo trascorriate in montagna,




al mare o in città.


Alla prossima

Ciao

martedì 6 maggio 2014

Patate alla tedesca con mozzarelle - Bratkartoffeln con mozzarelle



Gravina di Laterza Italia. La gravina è quasi un monte al contrario, una grande V von l'apice che ferisce il terreno; spesso vi scorre un torrente e durante il periodo delle piogge  con rapide piene e violente. Spettacolare 

Chi ha detto che le ricette tipiche di un paese non possono essere gustate con una specialità di un altro paese ed ottenere un insieme incredibilmente buono. Questo è quello che è accaduto a me, quando ho voluto riunire in un unico piatto una ricetta di patate tedesca con le mozzarelle pugliesi, il formaggio a pasta filata  tipico della mia zona.




Ponte di Maria (Marienbrücke), così chiamato in onore della regina Maria, madre di Ludwig. Baviera - Germania

Io le chiamo patate alla tedesca ma sicuramente qualcuno le conoscerà con il suo nome d'origine: bratkartoffeln. Mi ha insegnato a farle Claudia; a noi è piaciuta tanto e pertanto ve la ripropongo.

 



Bratkartoffeln con mozzarelle

venerdì 4 ottobre 2013

Gita in Umbria



Forse vi sarete accorti che il blog ha subito una breve pausa. Pausa per il blog e pausa per me.

Appenino umbro


A volte gli uomini sono davvero speciali.

Da alcuni anni io e mio marito programmavamo un gita per la ricorrenza del nostro matrimonio, ma come spesso accade c’erano stati sempre degli imprevisti che annullavano tutti i programmi. Anche quest’anno, impegni ed incidenti di percorso non sono mancati ed io mi sono rassegnata a festeggiare con l’usuale torta e un semplice brindisi in famiglia. Invece, con mia grande sorpresa, la mattina dell’anniversario mio marito ha annunciato:”Stefania, la settimana prossima partiamo”. Ovviamente io ero all'oscuro di tutto e a nulla è valsa la mia insistenza per sapere dove saremmo stati diretti. Omertà è la parola giusta: in famiglia nessuno diceva nulla, tanti sorrisi per me e tanta complicità tra di loro.

Di lì ad una settimana siamo partiti e solo in autostrada lui mi dice: “Andiamo in Umbria, dove hai sempre voluto andare”. Non stavo più nella pelle, rivedere forse posti già visti, ma tanto tempo fa, e posti sicuramente nuovi.


Lago di Caccamo 

sabato 14 settembre 2013

Patate fagiolini e pancetta




       Questo è un ottimo contorno, ma che può essere usato come un secondo piatto non troppo impegnativo, ma sicuramente saziante.  
Sono presenti i carboidrati (patate) verdure (fagiolini) e proteine (pancetta) con una dose limitata di grassi dati dall'olio di oliva extravergine e dalla pancetta.

Ricordarsi di non cuocere la pancetta a fuoco troppo vivo per evitare che bruci.



Castello di Hohenschwangau, nei pressi di Füssen in Baviera

Questo piatto mi fa ricordare i sapori bavaresi, e come ben si sa i sapori portano alla mente anche tante immagini di posti vissuti. 

mercoledì 14 agosto 2013

Ferragosto


Buon ferragosto a tutti

Ovunque vi troviate e con chiunque abbiate deciso di trascorrere la giornata, che sia una splendida e indimenticabile giornata.
 

 
 
Ore di spensieratezza in montagna
 

 

O al mare


                              
O in campagna
 
 
O in città, non importa;  ogni posto è sempre perfetto.
 
Buon ferragosto!!!!
 Alla prossima
Ciao
 

venerdì 5 luglio 2013

POLENTA



Lago di Como
                                           

Il primo post è dedicato al mio paese natale, su lago di Como, ed in particolare ai miei nonni che caratterizzavano le vacanze estive. 
Sulla loro tavola era onnipresente una bella polenta fumante. I contorni (che poi contorni non erano ma dei veri e propri secondi piatti) erano tra i più vari ma la polenta era sempre la protagonista incontrastata del pranzo. 
La polenta non era solo un piatto da portare in tavola ma un rituale che la nonna portava avanti da sempre; la scelta della legna giusta, più profumata che l' avrebbe aromatizzata; la cottura sul fuoco della cucina di ghisa a legna, nel paiolo ormai annerito, sempre rimestando con il  bastone di legno dedicato solo alla polenta. 
La crosticina croccante che si formava ai bordi del paiolo veniva regolarmente staccata e data a noi piccoli. 
In attesa del pranzo, la nonna preparava per ciascuno, una ciotola di latte in cui metteva una cucchiaiata di polenta caldissima ormai quasi pronta: Il latte si scaldava e noi, attente a non scottarci con la polenta ancora calda, la mangiavamo come fosse un antipasto. Non ricordo d'aver più mangiato polenta e latte così buona.  Probabilmente non dipendeva né dalla polenta né dal latte ma solo dal momento.
Quando la nonna rovesciava la polenta sulla "basla o basleta come si diceva in famiglia" 
Basla - piatto per accogliere la polenta



                                             

(piatto tondo intrecciato) iniziava la festa, noi con il nostro piatto proteso che aspettavamo la nostra fetta e ciò che la accompagnava. 
Il nonno Paolo, ottimo pescatore, non ci faceva mai mancare i pesit, che la nonna Carolina cucinava in carpione o gli Agoni, che in estate salavano ed essiccavano al sole. Gli Agoni secchi, grigliati, sfilettati e conditi con olio, aceto e sale erano una delizia con la polenta.

                                                 


POLENTA 
               

Ingredienti:

500 gr farina di granturco ( 250 gr. Bramata e 250 gr. Fioretto)
1,5 l. acqua
sale

procedimento:

Occorrerebbe un paiolo di rame non stagnato, ma in alternativa una pentola che conduca bene il calore va benissimo e poi non è pensabile di rinunciare a una buona polenta solo perché non si ha un paiolo ad hoc. 
Farina di mais versata a pioggia e rimestata con frustino di legno



Nella pentola mettere a bollire l'acqua, aggiungere il sale appena accenna il bollore; quando bolle portare la pentola fuori dal fuoco e versare a pioggia la farina mescolando accuratamente per non far formare i "frati" cioè i grumi che difficilmente si riuscirà a eliminare durante la cottura. Attendere sempre rimestando alcuni secondi fuori dal fuoco, fino a quando tutta l'acqua sia stata assorbita, quindi riporre sul fuoco e incominciare a rimestare con il cucchiaio di legno dal basso verso l'alto rigirando sempre la massa. Procedere sempre nello stesso verso. 


Polenta "tarata", cioè rimestata

Continuare la cottura per circa un'ora, o fino a quando si vede la polenta staccarsi dalle pareti della pentola. Ottimo è quando si riesce a preparare la polenta ed ottenere che anche la crosta si stacchi facilmente dalla pentola. Non sempre c'è dato di riuscirci, ma quando questo accade è festa perché la crosticina è terribilmente buona da sgranocchiare.
Raccogliere bene la polenta dai lati e rovesciare la pentola sulla basla in modo da farci cadere sopra la polenta. 

Abbinarla con salsicce al sugo o un salmì; la pucia (il sughetto) è di rigore per poter intingere (appunto puciare) la polenta.


Ho deciso, di aggiungere questa postilla per tutti coloro che desiderano preparare la polenta e incorrono in questi problemini che possono facilmente essere risolti in poche brevi mosse. 

Se la polenta dovesse essere troppo dura, si scalda in un pentolino dell'acqua e la si aggiunge gradatamente, versandola lungo il bordo della pentola, dopo aver formato un buchetto nella polenta, e rimestando per farla assorbire.
Se invece è troppo lenta (mordida) aggiungere altra farina sulla superficie, facendo attenzione ad incorporarla senza creare grumi . Si aggiunge farina fino a quando la consistenza è decisamente più solida; bisogna tenere presente però che la cottura deve continuare per cuocere anche la nuova farina e che nel frattempo altra acqua evaporerà nella cottura.
Se il sale è poco, diluire la quantità necessaria in poca acqua calda e versare il tutto sul bordo della pentola, amalgamare e portare a cottura.
Se è troppo salata, purtroppo non ho un rimedio. 


Con questa ricetta partecipo al Giveway di Cardamomo & Co.

Alla prossima

Ciao
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