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venerdì 22 novembre 2019

Pettole senza glutine



22 novembre Santa Cecilia.
Una data importante: è in concomitanza con questa festa che iniziano, a Taranto e provincia, i preparativi per il Natale: qui i festeggiamenti per l’Avvento iniziano per S. Cecilia, in anticipo rispetto a tutti i calendari dell’Avvento che li fanno iniziare per la festa dell’Immacolata o per la festa di Santa Lucia; potremmo dire che è il periodo natalizio più lungo d’Italia.
Anche quest’anno ci si prodiga per preparare il piatto caratteristico della festa:Le Pettole.
Naturalmente le pettole non si preparano solo per  S.Cecilia, ma ricorrono per tutto il periodo Natalizio; scandiscono le giornate di festa: l’Immacolata, le vigilie (Natale e Capodanno) quando tutti i familiari  e amici si  riuniscono in una grande tavolata.
In un precedente post ho descritto la preparazione delle pettole tradizionali, quest’anno propongo le pettole in versione senza glutine.


martedì 9 gennaio 2018

Focaccia ripiena di formaggio e salumi senza glutine

A volte basta un semplice immagine per far riaffiorare sapori sopiti da lungo tempo.
Stamane è proprio ciò che mi è accaduto: una foto con una focaccia ripiena faceva bella mostra di se e, attraverso il monitor mi trasmetteva ciò che mi aspettavo. Per un attimo ho pregustato il suo sapore e profumo. La decisione non è stata difficile prenderla e dopo poco ero in cucina ad armeggiare per preparare una gustosa focaccia ripiena di formaggio e salumi.
Naturalmente la mia sarà senza glutine, per chi volesse cimentarsi nella preparazione della pasta per focaccia (con glutine) così come l'ho imparata in Puglia trovate le dosi e il procedimento qui


Focaccia scamorza e salumi gluten free

lunedì 10 agosto 2015

Focaccia.

Contrada Pantaleo - Massafra - Puglia
Contrada Pantaleo, tipico paesaggio pugliese, con muretti a secco, ulivi e il mare  che fa da  sfondo

Strana considerazione; in tanti anni non mi sono mai accorta di come una ricetta fosse presente nella mia vita e quante volte l'ho verbalmente condivisa. Ora che nella mia vita non c'è molto più posto per il glutine anche la più sfruttata e banale tra le mie ricette acquista un valore maggiore. 
Sto pensando alla focaccia. La focaccia pugliese; credo si impasti, in ogni famiglia, almeno una volta alla settimana: un po' di farina, acqua, lievito di birra e quel tanto di sale per renderla più sapida e il gioco è fatto, tutto sta poi alla forza delle braccia di chi impasta, ma inevitabilmente dopo alcune ore ecco la focaccia su cui fanno bella mostra rossi pomodorini, una spolverizzata di origano e un filo di olio.



Focaccia con i pelati
Focaccia in teglia con pelati

La focaccia, anche senza prepararla in casa,  la trovo ovunque, è il classico cibo da strada, quello che desideri quando senti un languorino allo stomaco, quando vuoi gratificarti con qualcosa di buono ma che non sia necessariamente dolce.
Ho deciso di scrivere questa conosciutissima ricetta dopo una gentile, quanto inattesa richiesta. Perché no! In fondo il mio blog è o non è il mio quaderno delle ricette che mi hanno dato più soddisfazione. Unico problema, pare che non abbia fotografie che ne riprendano la lavorazione; forse solo qualche sparuta immagine in cui per sbaglio appare.
La focaccia che di solito facevo, e anche quella che faccio ora senza glutine, prevede la presenza di una patata media, sbucciata e fatta bollire in acqua leggermente salata.
Focaccia con i pomodorini
Focaccia con pomodorini

venerdì 22 novembre 2013

Pettole


La banda musicale per le vie di Taranto (Foto tratta da "Taranto Buona Sera")


Il giorno di S. Cecilia è un  giorno particolare per Taranto e per i suoi abitanti. All’alba ci si  sveglia al suono delle note intonate dalla Banda musicale  il "Complesso Bandistico Lemma città di Taranto".   È  una consuetudine ormai radicata da molti anni, proprio per onorare la Santa protettrice dei musicisti. La banda percorre le strade della città suonando le  pastorali scritte da musicisti tarantini. È un ricordo dei pastori che, durante la transumanza, scendevano con i loro greggi  dal lontano Abruzzo  fino alle nostre terre. Durante il loro tragitto si accompagnavano con i tipici strumenti musicali:  zampogne, cornamuse, ciaramelle. Arrivati nella città si avventuravano tra i vicoli suonando i loro strumenti ed  in cambio della loro musica ricevevano del cibo: delle frittelle ottenute dalla pasta del pane, arrivate a noi  come “Pettole”
A tal proposito ho rinvenuto una leggenda sull’origine delle pettole:
 Il giorno di Santa Cecilia,  una donna si alzò come di consueto, per preparare l'impasto per il pane. Mentre l'impasto lievitava sentì un suono di ciaramelle, si affacciò e vide i zampognari che arrivavano. Come ipnotizzata da quella melodia scese per strada e si mise a seguire i zampognari per i vicoli della città.
Quando tornò a casa si accorse che l'impasto era lievitato troppo e non poteva più essere usato per il pane, e che nel frattempo anche i suoi figli si erano svegliati e reclamavano la loro colazione.
Senza lasciarsi prendere dalla disperazione, la donna mise a scaldare dell'olio e cominciò a friggere dei pezzettini di pasta che nell'olio diventavano palline gonfie e dorate che piacquero molto ai suoi figli, che con la loro tipica curiosità le chiesero: "Mà, come si chiaman'?(Mamma, come si chiamano)"- e lei pensando che somigliavano alla focaccia ( in dialetto detta "pitta") rispose: "pettel'" (ossia piccole focacce).
Non ancora soddisfatti i figli chiesero: "E 'cce sont? (e cosa sono?)" - e lei vedendo che erano molto soffici rispose: "l' cuscin' du Bambinell" (i guanciali di Gesù Bambino).
Quando finì di friggere tutto l'impasto, scese per strada coi suoi bambini, felici e satolli per offrire le pettole ai zampognari che con la melodia delle loro pastorali avevano reso possibile quel miracolo.

 Certo la leggenda a volte travisa la realtà, ma una cosa è certa, le donne di casa si alzavano sempre prestissimo e a forza di braccia impastavano  acqua e farina  con l’aggiunta di un pezzetto di lievito ottenuto dalla  pasta cresciuta dell’impasto precedente. Era consuetudine, tra vicini scambiarsi il crescente al momento  di impastare, in dialetto  “u luat”. Non era difficile sentire di prima mattina, proprio in concomitanza della panificazione, odore di fritto: le mamme preparavano, con lo stesso impasto  del pane, delle frittelle per la colazione dei loro piccoli.
Una cosa importante: è in corrispondenza con questa festa che iniziano, nella zona, i preparativi per il Natale: qui l’Avvento inizia per S. Cecilia. 
Naturalmente le pettole non si preparano solo per  S.Cecilia, ma ricorrono per tutto il periodo Natalizio, scandendo le giornate di festa; l’Immacolata, le vigilie (Natale e Capodanno) quando tutti i familiari  e amici si  riuniscono in una grande tavolata.

La ricetta è davvero molto  semplice e con pochi ingredienti; sicuramente molto vicina a quella del pane.
 
Pettole e pettole dolci con vincotto
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