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venerdì 24 novembre 2017

Sbucciare e schiacciare le patate bollenti

 



A volte mi capita di decidere all'ultimo momento di preparare un purè di patate o uno sformato  di patate, calcolo quanto è necessario; mi ci ritrovo con i tempi, ma senza troppo margine. Metto a bollire le patate. Pronte! 
Sbucciare ora le patate bollenti è un problemino non da poco. 😒

giovedì 28 luglio 2016

Uova sode: la cosiddetta ricetta non ricetta.





Le uova sode sono un alimento semplice per un pasto veloce e nutriente, da aggiungere allo zaino quando si va in gita... e  molto spesso usate in cucina per preparazioni più elaborate.
Quando si vuole far intendere che in cucina non si è capaci di fare quasi nulla si dice "non sei capace nemmeno di fare un uovo sodo". Questo da ad intendere la facilità della preparazione; ma sapiamo tutti come fare? Ci sono teorie su teorie, ma non voglio impelagarmi ne tediare con cotture astruse che possono essere effettuate solo da chi vuole fare esperimenti.
Cuociamo il nostro uovo, evitando che si rompa e faccia uscire il tutto nell'acqua di cottura.
A cottura ultimata vediamo di sbucciarlo senza ridurlo a un ammasso informe che ricorda vagamente l'uovo che sarebbe stato.
Procediamo.
Si raccomanda sempre di usare uova non fredde di frigo, ma, se come spesso accade,  ce ne ricordiamo all'ultimo minuto? Niete paura possiamo fare ancora le nostre uova sode.

Preparo 4 uova sode.
In un pentolino, che le contenga comodamente,  metto acqua fredda in modo che ricopra appena le uova, aggiungo le uova, ed ora posso anche valutare se l'acqua è troppa o poca. Preferisco aggiungerle con l'acqua già presente così che non sbattano tra di loro quando aggiungo l'acqua.
Prima di mettere il pentolino sul fuoco aggiungo un cucchiaino colmo di sale. Il sale serve a bloccare eventuali  piccole rotture del guscio e permette all'albume di coagularsi velocemente, senza così fuoriuscite immangiabili. Se si teme che l'irreparabile succeda ugualmente e che il guscio si rompa, aggiungere un paio di cucchiai di aceto, questo permetterà alle proteine dell'albume di coagularsi ancora più in fretta.
A questo punto dovremmo essere a posto.
Da quando inizia a bollire calcolo 10 min. a fiamma dolce; evito di far sbattere le uova contro le pareti o tra di loro, sempre per evitare le rotture.
Cotte, con un cucchiaio o un ramaiolo tolgo le uova dall'acqua bollente e le passo in acqua fredda per fermare la cottura.
Ora arriva la parte divertente che ho scoperto da poco grazie al forum di Coquinaria.
Come sbucciare le uova senza romperle.



In un bicchiere o un barattolo di vetro metto 2 dita d'acqua fredda, aggiungo l'uovo sodo. 





Tappo con una mano e sbatto per pochi secondi;  mi raccomando non troppo forte altrimenti distruggiamo l'uovo! 





Il guscio si sarà rotto, si sbuccerà molto facilmente.









Ci sono cose che fanno divertire ed è piacevole condividerle.








Alla prossima

Ciao

domenica 17 gennaio 2016

Come cuocere i legumi

Cottura dei legumi



Per chi compera i legumi in scatola, questo post non serve ☺, ma a qualcun altro potrebbe interessare come procedere per cuocere fagioli, ceci, cicerchie o legumi in genere secchi. Le confezioni di legumi pronti sono molto comode e per fortuna ce ne sono in commercio anche di buoni; certo non possiamo pretendere di trovare legumi di qualità superiore, ma se ci accontentiamo... Se invece desideriamo cucinare giusto quegli speciali fagioli che siamo riusciti a scoprire nel negozio specializzato e che sono irrimediabilmente secchi, ecco che occorre prestare un po' di cura alla loro preparazione.

giovedì 5 novembre 2015

Eliminare velocemente la schiuma




Tutti più o meno abbiamo a che fare con detersivi che a contatto con l'acqua formano una bella, bianca, compatta schiuma.

mercoledì 21 ottobre 2015

Come pulire il cibo bruciato sul fondo di una pentola

Se sul fondo della pentola il cibo è bruciato, come rimediare.
                                  
Non c'è fumo senza arrosto ma quando l'arrosto è andato in fumo c'è poco da fare, sia per la carne che per la pentola che lo conteneva ed in più c'è il problema di riportare a nuovo la pentola tutta bruciata.


lunedì 7 settembre 2015

Come rendere plastico il burro

Come rendere plastico il burro

Voglio fare una crostata, sono pronta ma il burro dov'è? Dimenticato in frigorifero. Accidenti è troppo freddo e se non voglio usare il microonde mi tocca aspettare che il tempo faccia il suo lavoro. Oppure, sì, oppure posso divertirmi, occorre un mattarello della carta forno e voglia di darne di santa regione.

Burro plastico
Mattarello per rendere il burro della giusta consistenza per essere impastato

Avvolgo il pezzo di burro nella carta forno, o come in questo caso nella carta del burro. Con il mattarello incomincio a colpirlo, a poco a poco i colpi lo ammorbidiscono e senza scioglierlo lo rendendo della giusta consistenza e plasticità da essere impastato alla farina. 


Come rendere burro plastico
Burro plastico pronto per essere impastato


Occorrono davvero pochi colpi. Senza esagerare con la forza, evitando di farsi male; io lo tengo in mano, cosi che la vicina non venga a vedere cosa sta succedendo, chi non ha di questi problemi lo può tenere sul piano del tavolo e lavorare più comodamente.


Certo che dopo questa operazione ci si sente davvero ricaricati, è quasi una terapia, e il burro è pronto per fare la crostata, alla giusta plasticità.

Alla Prossima

Ciao

sabato 10 gennaio 2015

Come tagliare velocemente una cipolla per il soffritto



La cipolla, come il prezzemolo, la troviamo in molte ricette e spesso, non possiamo evitare di usarla pena la mancata riuscita del piatto.
La cipolla però, nonostante valorizzi le ricette in cui è usata, per prepararla alla cottura: pulirla e tagliarla, fa piangere ed impregna del suo odore chi la sta usando.
Quando però si vuole preparare una buona base per soffritto, occorre tagliarla in piccolissimi pezzetti.
Con questo post, voglio aiutare tutti coloro che sono spesso impegnati con un trito di cipolla.

Sbuccio la cipolla eliminando le foglie esterne, la taglio a metà. Poggio una metà della cipolla sul tagliere e pratico dei tagli paralleli fra di loro lungo tutta la cipolla, con la punta del coltello rivolta verso la radice, facendo attenzione però, a non  tagliare quest’ultima; deve rimanere intera, in modo che nonostante i tagli, possa  trattenere tutte le foglie della cipolla.

Cipolla con i due tipi di taglio

A questo punto, pratico con il coltello, un taglio (1 o 2 tagli a seconda della grandezza della cipolla, di solito è sufficiente uno solo) parallelamente al tagliere, sempre senza arrivare alla radice.
Ora incomincio sminuzzare finemente la cipolla, partendo dalla parte opposta alla radice e proseguendo verso di essa. 


Trito ottenuto solo sminuzzandolo


Si può notare che gran parte del lavoro è già stato fatto. Se si vuole ottenere un trito più fine, con pochi colpi di coltello, riusciamo ad ottenerlo senza troppi pianti e perdita di tempo.



Cipolla ulteriormente tritata per ottener un trito più fine

domenica 9 marzo 2014

Prezzemolo



Foglia di prezzemolo

Il prezzemolo  è un’erba molto importante in cucina, la ritroviamo in tantissimi piatti. Molti di noi hanno una piantina di prezzemolo sul balcone, ma capita che ci si debba rivolgere alla vicina perché ne siamo rimasti senza.
Anche se il mio fruttivendolo non manca mai di darmi il mazzolino aromatico giornaliero, cerco sempre dì garantirmi una scorta in congelatore: mi spiace dover buttare il prezzemolo quando ne ho in avanzo e così evito di rimanere senza e dover usare delle foglioline tendenti al giallino.


Prezzemolo pulito, lavato e messo ad asciugare

venerdì 15 novembre 2013

Carta forno e sugo di pomodoro


Oggi stavo preparando una teglia di pasta al forno per domani.
Per la pasta al forno ho la mia teglia preferita. È una bella teglia in alluminio, nel forno è un capolavoro; ma quando devo usarla come oggi per una pasta al forno ho dei tentennamenti. Il sugo di pomodoro a contatto con l’alluminio non è proprio il binomio più salutare. Come fare per mettere tutti d’accordo.
La carta forno!!!! Si appunto la carta forno interposta tra teglia e sugo permette di usare l’alluminio anche per preparazioni a rischio. In questo modo la pietanza può essere lasciata riposare nella teglia anche alcune ore affinché i sapori si possano amalgamare correttamente.

La carta forno va prima ben bagnata e strizzata poi la si posiziona nella teglia e poi la ricetta desiderata. E voilà il pranzo è servito, anche il giorno dopo, e senza rischi per la salute.







Alla prossima
Ciao



lunedì 30 settembre 2013

Coltello e tagliere puliti





Ricordiamoci di non usare stoviglie e taglieri per lavorare cibi che tra loro potrebbero inquinarsi.
Sarebbe un bel peccato ritrovarsi con problemi intestinali perché si è tagliato una fettina di carne cruda e poi, dopo poco tempo, si è usato lo stesso coltello e/o lo stesso tagliere per tagliare del formaggio, del pane, un pomodoro o un frutto .
La fettina la possiamo cuocere ma il formaggio di solito no!!! Con il formaggio, di sicuro, ci mangeremo anche degli ospiti non graditi lasciati dalla carne.
In cucina sono sempre in agguato batteri che non aspettano altro che trovare un terreno favorevole per farci visita.

Quindi dopo aver usato coltello e tagliere per un alimento a rischio, è bene provvedere a pulire gli attrezzi usati, e poi riutilizzarli per i successivi lavori.

Il nostro corpo e quello dei nostri cari ci ringrazierà.



domenica 15 settembre 2013

Come bloccare il tagliere



Affettiamo le zucchine, sminuzziamo il prezzemolo, tritiamo la cipolla. Ma il tagliere perché non collabora mai: scorre in avanti, oscilla, scarta. Lavorare in queste condizioni diventa difficile e anche pericoloso, non dimentichiamoci che usiamo delle lame affilate.




Per evitare che il tagliere vada dove vuole basta interporre tra il tagliere e il piano di lavoro un panno umido o anche solo un pezzo di carta da cucina inumidito e voilà il tagliere resta fermo come incollato al tavolo. 




Lo so è un consiglio che si può definire scontato, ma sono tante le volte che non ci si pensa , faticando molto più del necessario.


 Alla prossima
Ciao

lunedì 19 agosto 2013

Peperoncino


Peperoncini piccanti



Peperoncini a fiore nati in vaso sul mio balcone


La stagione dei peperoncini non è molto lunga, pertanto nasce il problema di conservarli per poterli utilizzare tutto l’anno.
La tradizione vuole che farli seccare sia la conservazione più efficace, ma.. si  ma  da secchi  perdono  il tipico sapore del peperoncino mantenendone solo la caratteristica piccante; non sempre questo è un bene. Per ovviare a ciò si può semplicemente surgelate i frutti, imbustandoli bene, in modo da evitare che se casualmente dovesse venire a contatto con altro cibo, questo non prenda la punta di piccante.

Altra piantina di peperoncino dal mio balcone - piccantissimo

Il peperoncino  in quanto piccolo, si scongela quasi immediatamente; lo si può porzionare anche da congelato senza alcun problema.
  
Unica e grande avvertenza: se da freschi occorre fare molta attenzione quando li si maneggia (dopo avere toccato un peperoncino, non toccarsi gli occhi, il naso, le labbra insomma tutte le mucose sensibili ) anche da congelati occorre portare la stessa attenzione, perché non hanno perso la loro caratteristica piccante. 



Attenzione, la quantità da usare da congelati non varia da quello fresco, sono solo più freddi 



Come avrete capito io e il piccante non andiamo molto d’accordo e per questo motivo accolsi con gioia il consiglio da parte del “credo “ Presidente della Confraternita del peperoncino piccante, o era un’associazione? (accidenti non ricordo, la mia  memoria fa brutti scherzi) che diceva (e questo lo ricordo benissimo perché l’ho considerato la mia ancora di salvezza in quei terribili momenti di bisogno) di mangiare un pomodoro. L’ho spesso seguito e mi ha aiutata parecchio; che dite sarà stato solo suggestione? Ma!!!

Ora leggo che per risolvere il problema del piccante e neutralizzare la capsaicina occorre bere latte e mangiare prodotti caseari: formaggi in particolare se ricchi di grasso e yogurt; sarebbe la caseina che rimuove la capsaicina dai “recettori nervosi”. Niente bruciore assicurato!!! Questa è sicura!!!  

 Ma … speriamo. Al momento giusto se non funziona uno tentiamo con l’altro. È sempre bene avere una seconda chance.


Quindi





Alla prossima
Ciao

sabato 17 agosto 2013

Piccolo trucco per squamare i pesci senza sporcare troppo



Squamare i pesci


Non c’è nulla di più fastidioso che togliere le squame dai pesci, in particolare da quelli grossi.

Non sarebbe tanto antipatico se queste appena staccate dal pesce stessero tranquille nel posto che le hai destinato: no!! Saltano ovunque, le trovi sui vestiti, su tutte le le piastrelle intorno al lavandino, appiccicate tenacemente all'acciaio del lavello, insomma tanto lavoro in più.

Sbirciando un po’ qui, un po’ li trovo questo vecchio consiglio:

inserisci il pesce in un sacchetto di plastica e procedi a squamare il pesce mantenendolo sempre nel sacchetto. Le squame si fermeranno nel sacchetto e la zona circostante sarà salva.”

Ho provato ed effettivamente il sistema per quanto semplice funziona. Anche lo scolo del lavandino rimane pulito.

Lavorare con del pesce è ora un più veloce e pulito.





Non tolgo le squame con la cottura alla griglia e la cottura con il sale. In tutte le altre preferisco toglierle; è terribile trovare squame nel piatto.




Alla prossima

Ciao

mercoledì 7 agosto 2013

Come ridurre l'acidità del sugo di pomodoro



Se il sugo di pomodoro è acido.




A volte capita che il sugo di pomodoro, sia che si usino pomodori freschi che pomodori in scatola e anche con alcune passate, risulti acido. 
L'acidità è una caratteristica del pomodoro dovuta all'acido citrico che è presente fino al 90%; è grazie a questa importante quantità di acido citrico che nella conservazione non occorre aggiungere altro conservante se non la sterilizzazione. Addirittura in alcune preparazioni  è prevista e considerata per esaltare e dare quel tocco tipico al piatto. 
Confesso,  il sugo "acidello" non è tra i miei preferiti, quindi ho dato fondo a tutto quello che conoscevo che poteva addolcire. Ho provato con il latte ma con scarsi risultati, se ne usi poco non elimini l'acido e se è tanto sa di latte; così con lo zucchero che sì addolcisce ma con una punta di acido; ho provato con carota, o aromi vari, cambia sapore ma l'acido rimane.
Alla fine ho provato con un pizzico (solo la punta di un cucchiaino) di bicarbonato di sodio. Funziona e non lascia retrogusto o cambiamenti di sapore, a patto che non si esageri con la quantità naturalmente.
Io preparo il sugo, sia semplice o con aromi o carni, lo porto a cottura. Prima di terminare completamente la cottura, quando ancora sobbolle, aggiungo il bicarbonato; questo "basico" appena viene a contatto con il pomodoro " acido" reagisce formando una schiumetta. Rimesto fino a che la reazione si esaurisce, cuocio ancora per un minuto e il sugo ha perso tutta la sua acidità.
Di solito uso 1 punta di cucchiaino su un scatola da 850 gr di pelati.



Aggiornamento:

mi capita spesso di dover usare una piccola quantità di salsa di pomodoro. Per evitare che la parte rimanente possa rovinarsi, ho iniziato a riempire barattoli con la salsa non più acida, mettendoli sottovuoto. In questo modo il periodo di conservazione si allunga e ho la possibilità di avere sempre pronta la giusta dose di salsa da utilizzare in qualsiasi momento.

Dopo aver preparato la salsa, quando è ancora bollente riempio un barattolo ben lavato e sterilizzato, poi lo copro con il coperchio e lo capovolgo, in modo da far uscire l'aria e creare il sottovuoto. 

Barattolo di salsa capovolto per far uscire l'aria e creare il sottovuoto

Quando è bel raffreddato e il coperchio ha creato il classico avvallamento che indica il sottovuoto lo raddrizzo e lo ripongo in frigorifero. La salsa è pronta per essere utilizzata alla prima occasione. 


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Alla prossima

Ciao
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