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giovedì 22 aprile 2021

Patate duchessa

 

Le patate duchessa sono un antipasto o un contorno che nonostante la loro semplicità fanno sempre fare bella figura.


Tra monti, marie gravine
Patate duchessa 


domenica 28 marzo 2021

Insalata di Polpo

 

Sono ormai due anni che il periodo Pasquale ha un iter atipico. I preparativi per la Pasqua sono ridoti al minimo e anche il pranzo e i dolci non potendoli condividere con il resto della famiglia sono limitati.

Quest’anno farò tanti piccoli assaggi così che la tavola, risulti ugualmente festosa anche se siamo solo in tre.

Cosa non manca mai sulla nostra tavola pasquale? La prima cosa che mi viene in mente è l’insalata di polpo da gustare come antipasto. Questo piatto, di solito è di pertinenza di mia sorella; il suo arrivo è trionfale, con l’insalatiera colma di una profumata insalata di polpo tra le braccia, appena celata da un capace  strofinaccio da cucina.




venerdì 22 novembre 2019

Pettole senza glutine



22 novembre Santa Cecilia.
Una data importante: è in concomitanza con questa festa che iniziano, a Taranto e provincia, i preparativi per il Natale: qui i festeggiamenti per l’Avvento iniziano per S. Cecilia, in anticipo rispetto a tutti i calendari dell’Avvento che li fanno iniziare per la festa dell’Immacolata o per la festa di Santa Lucia; potremmo dire che è il periodo natalizio più lungo d’Italia.
Anche quest’anno ci si prodiga per preparare il piatto caratteristico della festa:Le Pettole.
Naturalmente le pettole non si preparano solo per  S.Cecilia, ma ricorrono per tutto il periodo Natalizio; scandiscono le giornate di festa: l’Immacolata, le vigilie (Natale e Capodanno) quando tutti i familiari  e amici si  riuniscono in una grande tavolata.
In un precedente post ho descritto la preparazione delle pettole tradizionali, quest’anno propongo le pettole in versione senza glutine.


martedì 1 ottobre 2019

Focaccia senza glutine


Focaccia, pomodori, olive
Trancio di focaccia senza glutine con mozzarella


Pizza o focaccia, entrambe le preparazioni sono buonissime, ma se per una buona pizza bisogna essere anche abili a gestire la pasta,  per la focaccia le cose si semplificano, basta una bella teglia della carta forno e il problema è risolto.
Io amo la focaccia alta, morbida, soffice, con un bordo croccante. Gustata semplice è un veloce spuntino, ma imbottita con mortadella e formaggio che sia un morbido Silano o un saporito caciocavallo e un ottimo sostituto per la cena.

venerdì 6 luglio 2018

Ricotta fritta




Giornata di mare! Finalmente! Da qualche giorno l’estate si è ricordata di farsi godere anche qui in Puglia. Un giugno come lo abbiamo vissuto quest’anno è difficile da ricordare, freddo, piovoso e con una copertura di nuvole da far invidia al più birichino marzo;  con l’arrivo del caldo sole non più velato da spesse nuvole, eccomi qui a godere di una splendida giornata su una spiaggia di sabbia fine ed un mare limpido, però ancora poco  accogliente, non ancora in linea con la stagione; è irrequieto, l’acqua gioca con il vento che crea  creste di schiuma bianca che interrompono per un attimo il blu luccicante. Da lontano alcune navi rompono la linea dell’orizzonte, tutto intorno una pace e una serenità, interrotta solo dalle voci di alcuni bambini che giocano tranquilli sulla sabbia. Ad un tratto l’atmosfera si vivacizza; ai nostri vicini d’ombrellone si è unita una  anziana coppia, sono i nonni dei bambini a cui hanno promesso qualcosa di speciale per la merenda. E si, la nonna ha preparato la ricotta fritta.
Una cosa che riesce sempre a sorprendermi è l’effetto che una pietanza abbia sui ricordi, riporta a galla emozioni e sensazioni che pensavo di non ricordare. Tavolate estive gioiose, con bambini che corrono in cucina e rubacchiano dal piatto del fritto, mentre la nonna li  lascia fare ma con quel cipiglio tipico di chi non vuole essere disturbata durante quell’operazione. Nessuno però si è mai intimorito, la nonna ne era contenta e sotto i baffi se la rideva soddisfatta.
Un po’ di storia. È un piatto della tradizionale pugliese che accomuna l’esigenza di preparare un pasto nutriente e saporito con il recupero di un prodotto non più fresco. Come sempre l’inventiva delle donne di casa non deludeva mai. 
Ottima come antipasto, come un secondo sfizioso e come un veloce dolce se lo si cosparge con lo zucchero semolato, un po’ come si usa consumare le pettole nel periodo natalizio
Per  avere la giusta consistenza della ricotta da friggere occorre mantenerla per uno o due di giorni nel fuscello, in modo da far scolare gran parte dell’acqua tanto da rendere più compatta la ricotta e far si che al taglio non si rompa. Non credo sia possibile replicare questa ricetta con le ricotte industriali, perché restano sempre cremose.
Ed ora procediamo con la ricetta che pur nella sua semplicità è una delizia.


Fritto misto - cotoletta, ricotta fritta, mozzarella in carrozza

mercoledì 25 aprile 2018

Crêpes ripiene di zucchine e taleggio





Oggi è stata la giornata delle crêpes ripiene di zucchine e taleggio.
Con l’inizio delle belle giornate, i pomeriggi lunghi e luminosi, il tepore del sole che si insinua dalle finestre aperte e il profumo delle piante fiorite che inebria i sensi queste frittatine con un ripieno fresco e saporito sono accolte con piacere da tutti.. Con due o tre crêpes a testa per cena non si può chiedere di più… forse un gelato accompagnato da una macedonia di frutta non ci starebbe male, ma proseguiamo.
Occorre preparare le crêpes, poi trifolare le zucchine e distribuire su ogni crêpe una buona dose di formaggio taleggio. Adoro quando fonde.
Procediamo!



 Crêpes ripiene di zucchine e taleggio (3p)

venerdì 9 marzo 2018

Finocchi gratinati


Dopo aver parlato di carciofi e detto quanto mi piacciano, oggi parlo dei finocchi. Si, quegli ortaggi che deliziano prima con il loro profumo e poi con un gusto gradevolmente dolce e aromatico.
Per me non è assolutamente una sorpresa averli  facilmente in tavola; in questo periodo sono sempre disponibili su ogni bancarella dei mercati e supermercati. In Puglia, dove vivo, la produzione è abbondante con una varietà tonda e croccante, ottimo per essere consumato crudo, in pinzimonio ma anche cotto per preparare gustose zuppette o contorni che possono alleviare il senso di pesantezza dovuto al piatto principale. Se poi consideriamo che sono ricchi di acqua, vitamine (A, B C, D), calcio, fosforo e potassio e poveri di calorie, sono il prodotto adatto per disintossicarsi in modo piacevole e mantenere la linea.

Non dimentichiamoci che i finocchi hanno quella deliziosa proprietà di eliminare, o almeno attenuare il senso di gonfiore dovuto alla formazione di gas intestinali, una caratteristica che amo tantissimo specialmente quando a tavola propongo piatti a base di legumi… sono così buoni ma anche così imbarazzanti, in questo caso i finocchi sono un nostro valido alleato . E sia ben chiaro, non intendo infinocchiare nessuno, tutto ciò l’ho provato e ne sono entusiasta; ma sapete perché si dice infinocchiare? Il detto "non farsi infinocchiare" significa non farsi raggirare, suggerimento che veniva dato agli avventori delle osterie quando, per mascherare un vino poco buono o addirittura con sentori di aceto, l’oste offriva da mangiare,  come accompagnamento, del finocchio. Il sapore, gli aromi dell’ortaggio riuscivano a mascherare le imperfezioni del vino facendolo sembrare persino buono 
Ricapitolando: poche calorie, molti sali minerali e proprietà anti gonfiore,  sono un vero e proprio toccasana, in più è anche buono.
Ora procediamo con la ricettina che amo preparare come contorno ma anche come un leggero secondo.
Il pane casereccio usavo usarlo prima di scoprire la celiachia, poi ho iniziato ad usare il pangrattato senza glutine. Sia che si usi il pane che il pangrattato i finocchi risultano sempre un piatto molto gradevole ed appetitoso.

mercoledì 14 febbraio 2018

Fave bianche fritte

Uno stuzzichino davvero pericoloso; una tira l'altra, quel gusto croccante, salato con una nota piccante data dal pepe nero e dalla paprica ne fanno un accompagnamento indicatissimo per un aperitivo o un ammazza tempo.
Ho un bel ricordo delle fave fritte. Adoro andare a ballare e in attesa della cena, il proprietario del locale, tra un ballo e l'altro ci offre  un piatto di questi stuzzichini. Che dite la ricetta ce la siamo fatta dare? Eccola!
Le varianti sono due, per ora ho provato solo quelle fritte, alla prossima le farò al forno. Di certo sono molto buone, unica attenzione è masticare con attenzione perchè alcune potrebbero essere più dure delle altre a discapito dei denti.
Le dosi sono puramente indicative.
È preferibile non esagerare, si potrebbero avere fastidiosi e dolorosi problemi intestinali, sono sempre legumi  e per di più fritti.










Fave bianche fritte.

sabato 30 gennaio 2016

Sformatini di gateau di patate e cavolfiore ripieni





Il gateau di patate e cavolfiori è una versione rivisitata del classico gateau di patate al forno che trovate qui. Nella ricetta il cavolfiore entra a far parte dell'impasto così come le patate. È una verdura che in inverno da il massimo delle delle sue proprietà nutrizionali tanto benefiche per mantenerci in salute. Grande alleato nelle malattia da raffreddamento e in cucina per preparazioni che vanno dall'antipasto al "quasi" dolce
Peccato che la sua fama lo preceda di parecchio. Il sapore non è tra i più accattivanti e il suo odore invita spesso a commenti, per essere gentili, poco lusinghieri; una cosa è certa quando prepari un cavolfiore non passi inosservato e tutte le finestre devono essere aperte nonostante il periodo invernale.
A casa mia non è il vegetale che riscuote più successo e se lo voglio portare in tavola devo sempre aiutarmi con preparazioni che mitighino il suo sapore. Questa ricetta lo mitiga parecchio, anche se alcuni commenti come: "questo gateau ha qualcosa che non mi convince; forse dipende dal ripieno". Non si inganna facilmente un palato smaliziato.

Questo gateau con un bel contorno ricco, può essere servito come secondo piatto, ma fa bella figura anche come antipasto; all'inizio del pranzo solitamente i sapori, come quello del cavolfiore, mitigato dalle patate, passerà facilmente inosservato.

Sformatini di gateau di patate e cavolfiore ripieni (4 p)

mercoledì 30 settembre 2015

Polpette d'uova






  Un simpatico e  davvero delizioso modo per riciclare il pane ormai secco sono le polpette di pane o più precisamente le polpette d'uova. Un piatto molto apprezzato in Puglia;  aggiunte al sugo di pomodoro lo insaporiscono per condire con più gusto un buon piatto di pasta.
Questa ricetta, insegnatami da mia suocera, prevede l'utilizzo del pane secco grattugiato e amalgamato alle uova per poi essere tuffato in olio caldo. Sono ottimi così appena cotti, ancora ben caldi oppure, ricotti in abbondante sugo di pomodoro e basilico per condire spaghetti o orecchiette, naturalmente tutto poi ricoperto da una generosa grattugiata di cacio ricotta.
Ricordo che da piccolina ogni volta che il pane doveva essere buttato, perchè purtroppo ammuffito,  le nonne lo baciavano per farsi perdonare il gesto quasi sacrilego del buttarlo. Oggi sempre più sovente il pane senza alcun rimorso lo si butta, ma quanto sarebbe bello poterlo utilizzare per ottenere una nuova pietanza e ridargli cosi una nuova vita.
Questa è una delle tante ricette che la tradizione ci tramanda per riciclare uno dei prodotti più amati e rispettati: il pane.
Pane e uova
Polpette di uova al sugo

mercoledì 31 dicembre 2014

Buon 2015 - Insalata russa

Buon 2015 a tutti voi!! 




Ci sono piatti che con l’arrivo delle feste si ripropongono all’attenzione del consumatore con maggiore insistenza. Sono sicuramente tanti, ma quello che mi attira sempre è l’insalata russa: è onnipresente in tutti i banchi frigoriferi, non hai che da scegliere la confezione che desideri, persino sfusa è a tua disposizione, molte volte sono stata li li per farmi  tentare? Quest’anno, come ogni anno d'altronde, mi sono ripromessa di prepararla. Cerco la ricetta nei miei tanti libri di cucina ma sembra che addirittura non esista; non mi do per vinta, mi dicevo:”non è possibile che tra tanti testi debba ricorrere al web, a cosa serve tenere tutti questi libri”; quando ormai avevo perso le speranze ecco li la ricetta, in un libro alquanto datato, scritta in piccolo piccolo, senza lo straccio di una foto e con una descrizione decisamente spartana. Ho deciso di dare fiducia e mi metto all’opera.
Scelgo le verdure adatte, le cuocio e le taglio a tocchettini. Faccio raffreddare e condisco con maionese. Buona, decisamente buona. Sono contenta del risultato e ho fatto bella figura a tavola.
Perché si chiami russa non ci sono fonti certe: se consideriamo che spesso i nomi delle ricette hanno origini fantasiose, non c’è da stupirsi se anche questo possa esser frutto di fantasia. Un’altra interpretazione del nome, anche se forzata, potrebbe essere stata data dal cuoco Olivier che nel periodo in cui lavorò presso le cucine dell’Heremitage, a Mosca, inventò varie insalate che riprendevano quelle della tradizione russa; però nessuna è simile a quella che oggi conosciamo, perché oltre alle verdure comprendevano anche carni e pesci. Resta ancora il mistero!


Insalata russa

venerdì 21 novembre 2014

Arancini

Amo il risotto e a volte capita che mi lascio prendere la mano e le quantità cucinate non sono proprio poche; a volte penso che sotto sotto c'è un pensiero inconscio che mi fa fare cose che normalmente non farei; stavolta ne ho subito approfittato: troppo risotto=arancini.

Ho preparato un risotto con gli spinaci e patate, ma qualsiasi tipo di risotto è perfetto se si vuole gustare un arancino;  sicuramente da preferire è il risotto alla milanese, o  alla parmigiana e così di seguito. Il mio risotto era sicuramente in coda alla lista delle preferenze essendo già così ricco di sapori;  il risultato finale non è stato davvero da disprezzare, diverso ma sicuramente buono.

Con questo piatto si ottiene un duplice risultato: recuperare gli avanzi e gratificare il palato con una pallina calda, croccante e filante.

I più noti, anzi le più note sono "le arancine" siciliane, tassativamente al femminile e  vanno fatte con un risotto allo zafferano; nel resto d'Italia gli arancini sono maschili, li troviamo ovunque, e sempre preparati  con i risotti classici con o senza zafferano ma a cui tutti ci aggiungono il loro tocco particolare.


Arancini

lunedì 29 settembre 2014

Involtini di melanzana e Sugo semplice di pomodoro



Piatto in ceramica decorato con melanzane applicate, Francia XX secolo

Le melanzane si prestano per tante preparazioni, dagli antipasti, ai primi, ai secondi e di sicuro qualcuno le avrà utilizzate per qualche preparazione dolce di sicuro effetto.

A volte mi sorprendo a pensare, con orrore, se non fosse stato importata dalle regioni asiatiche come avrei fatto; mi risolvono molto spesso cene estive, veloci ma di sicuro effetto. In passato è stata per lungo tempo poco popolare creduta un frutto tossico, per fortuna poi, grazie alla sua versatilità è entrata a far parte di numerosi piatti riscuotendo sempre un meritato successo.


sabato 13 settembre 2014

Melanzane grigliate

Tempo di vacanze ormai alla fine ma, ancora non riesco a rientrare nell'ottica dell'imminente  inizio dell'autunno. La pioggia me lo ricorda sempre più spesso ma il tepore dell'aria mi lascia indugiare nel torpore che mi ha accompagnata nelle giornate estive.
Per ricominciare le mie chiacchierate culinarie propongo una ricettina facile facile che mi ha accompagnata spesso nelle serate estive: un simpatico contorno, ma anche un arricchimento ad una saporita frisella o come fresca e saporita aggiunta alla pizza margherita

Melanzane e zucchine condite 
Melanzane grigliate

Melanzane grosse e lunghe ma senza semi
Zucchine 
Olio di oliva
1 spicchio d'aglio
sale
acqua




Se le melanzane sono fresche non necessitano di essere lasciate a spurgare con il sale, se invece sono un po' passate, hanno cioè  3-4 giorni,  è meglio salarle da entrambi i lati, porle in uno scolapasta coperte con un piatto che poggi comodamente sulle melanzane e sul piatto appoggiare un peso per circa 30 min. e far perdere l'acqua di vegetazione un pò amara; prima di cuocerle sciacquarle, strizzarle leggermente ed asciugarle.


Lavo e tolgo il picciolo alle melanzane e le taglio a fette non troppo spesse - circa 1/2 cm. - possibilmente tutte con lo stesso spessore. Ottima, quando si devono affettare molte melanzane, una affettatrice: fette tutte uguali e in breve tempo.

Con la lama del coltello schiaccio e striscio fino a quando non è completamente schiacciato


In una terrina metto un paio di cucchiai di olio, un generoso pizzico di sale, l'aglio schiacciato e strisciato sul tagliere in modo da farlo diventare come una pasta, 4-5 cucchiai di acqua; con una forchetta o un frustino miscelo bene gli ingredienti fino a quando assume l'aspetto di una leggera cremina, o almeno fino a quando l'acqua e l'olio non saranno ben amalgamati.
Fette di melanzane spennellate con la miscela di olio

Con un pennello spennellare ogni melanzana e sistemarle sulla griglia già ben calda; quando sono dorate girarle e continuare la cottura.

Melanzane sulla griglia


Sistemarle su un piatto impilate e coperte con un coperchio in modo da uniformare la cottura conferendogli umidità.
Zucchine sulla griglia

Un contorno sempre gradito sono le melanzane grigliate in insalata: tagliare a striscioline le melanzane e condirle con olio, aglio tritato finemente, sale, aceto (anche balsamico) e menta; in mancanza, possiamo sostituire la menta con dell'origano. Questa insalatina è ottima anche con le zucchine grigliate o con un misto di zucchine e melanzane grigliate. Consiglio di prepararle qualche ora prima in modo da far insaporire bene le verdure con i condimenti

Melanzane e zucchine grigliate 


Alla Prossima

Ciao

martedì 3 giugno 2014

Mozzarella in carrozza

È un modo di dire piuttosto diffuso:”È fritto, allora è buono”.

La frittura dei cibi è un metodo di cottura veramente antico; ne parlava già Plinio nella sua ricetta di uova fritte nell’olio, tanto tempo fa.

La frittura, sicuramente è molto buona e grazie alla crosticina che si forma in cottura, croccante e profumata è davvero irresistibile.  Come per tutte le cose buone, quelle, per intenderci, che ci fanno venire l'acquolina in bocca, anche la frittura  non è proprio salutistica, è perciò da limitare a sporadiche occasioni: quindi quando lo facciamo, facciamolo bene e gustiamocelo.

Come fare per avere un buon fritto? A quali precauzioni è conveniente attenersi? Quale olio conviene usare? E per quante volte? Sono tante le domande a cui occorre dare una risposta per far si che un buon piatto di frittura ci delizi il palato e ci faccia il minor male possibile.
Per fare un buon fritto è necessario scegliere un buon olio che riesca a sopportare alte temperature, deve avere un punto di fumo elevato come l'olio di semi di arachide. Se vogliamo friggere con grassi animali (come da tradizioni di alcune regioni) è da preferire lo strutto raffinato; sia l'olio di semi di arachide che lo strutto  hanno un punto di fumo di 210°. L'olio di oliva extravergine, sebbene abbia un gusto molto buono e profumato, in frittura sembra non esser il massimo perché ha un punto di fumo basso: circa 180/190. Poi è da ricordare che quando si produce l'olio di oliva si cerca di lavorarlo a basse temperature per conservare al meglio le sue caratteristiche, se lo si usa per friggere tutto viene perso. Meglio usare un buon olio extravergine a crudo o per cotture a basse temperature.
La temperatura tipica di una frittura è di circa 180 °C. Se friggiamo a temperature più basse il cibo si impregna di olio mentre a temperature più alte rischia di bruciare velocemente; sarebbe ideale usare, almeno per le prime volte, fino a quando non si prende la mano, un buon termometro da cucina. Naturalmente ci sono ricette che prevedono temperature più alte di 180° e altre che ne prevedono di più basse, ma in quei casi viene sempre precisato in ricetta.
La frittura va fatta in olio profondo e sarebbe ideale non riutilizzare l'olio per altre fritture.
Io per le fritture salate, uso l'olio di semi di arachidi, ma ci aggiungo un pochino, giusto per profumarlo di olio di oliva. Per le fritture dolci invece preferisco il sapore più neutro dell'olio di semi di arachide.

I cibi da friggere vanno ricoperti con una pastella, o con farina, o con pangrattato  in modo tale da far formare una crosta croccante superficiale, salati se occorre e consumati immediatamente, perché l'umidità interna tenderà ad inumidire la crosticina croccante esterna rendendo il fritto morbido.

Dopo tutte queste belle parole ecco finalmente la ricetta, la adoro. Rompere il pane, vedere filare la mozzarella e addentarla ancora calda calda; cosa c'è di più invitante?

Fila, fila, fila, Calda e fragrante, una vera delizia

venerdì 22 novembre 2013

Pettole


La banda musicale per le vie di Taranto (Foto tratta da "Taranto Buona Sera")


Il giorno di S. Cecilia è un  giorno particolare per Taranto e per i suoi abitanti. All’alba ci si  sveglia al suono delle note intonate dalla Banda musicale  il "Complesso Bandistico Lemma città di Taranto".   È  una consuetudine ormai radicata da molti anni, proprio per onorare la Santa protettrice dei musicisti. La banda percorre le strade della città suonando le  pastorali scritte da musicisti tarantini. È un ricordo dei pastori che, durante la transumanza, scendevano con i loro greggi  dal lontano Abruzzo  fino alle nostre terre. Durante il loro tragitto si accompagnavano con i tipici strumenti musicali:  zampogne, cornamuse, ciaramelle. Arrivati nella città si avventuravano tra i vicoli suonando i loro strumenti ed  in cambio della loro musica ricevevano del cibo: delle frittelle ottenute dalla pasta del pane, arrivate a noi  come “Pettole”
A tal proposito ho rinvenuto una leggenda sull’origine delle pettole:
 Il giorno di Santa Cecilia,  una donna si alzò come di consueto, per preparare l'impasto per il pane. Mentre l'impasto lievitava sentì un suono di ciaramelle, si affacciò e vide i zampognari che arrivavano. Come ipnotizzata da quella melodia scese per strada e si mise a seguire i zampognari per i vicoli della città.
Quando tornò a casa si accorse che l'impasto era lievitato troppo e non poteva più essere usato per il pane, e che nel frattempo anche i suoi figli si erano svegliati e reclamavano la loro colazione.
Senza lasciarsi prendere dalla disperazione, la donna mise a scaldare dell'olio e cominciò a friggere dei pezzettini di pasta che nell'olio diventavano palline gonfie e dorate che piacquero molto ai suoi figli, che con la loro tipica curiosità le chiesero: "Mà, come si chiaman'?(Mamma, come si chiamano)"- e lei pensando che somigliavano alla focaccia ( in dialetto detta "pitta") rispose: "pettel'" (ossia piccole focacce).
Non ancora soddisfatti i figli chiesero: "E 'cce sont? (e cosa sono?)" - e lei vedendo che erano molto soffici rispose: "l' cuscin' du Bambinell" (i guanciali di Gesù Bambino).
Quando finì di friggere tutto l'impasto, scese per strada coi suoi bambini, felici e satolli per offrire le pettole ai zampognari che con la melodia delle loro pastorali avevano reso possibile quel miracolo.

 Certo la leggenda a volte travisa la realtà, ma una cosa è certa, le donne di casa si alzavano sempre prestissimo e a forza di braccia impastavano  acqua e farina  con l’aggiunta di un pezzetto di lievito ottenuto dalla  pasta cresciuta dell’impasto precedente. Era consuetudine, tra vicini scambiarsi il crescente al momento  di impastare, in dialetto  “u luat”. Non era difficile sentire di prima mattina, proprio in concomitanza della panificazione, odore di fritto: le mamme preparavano, con lo stesso impasto  del pane, delle frittelle per la colazione dei loro piccoli.
Una cosa importante: è in corrispondenza con questa festa che iniziano, nella zona, i preparativi per il Natale: qui l’Avvento inizia per S. Cecilia. 
Naturalmente le pettole non si preparano solo per  S.Cecilia, ma ricorrono per tutto il periodo Natalizio, scandendo le giornate di festa; l’Immacolata, le vigilie (Natale e Capodanno) quando tutti i familiari  e amici si  riuniscono in una grande tavolata.

La ricetta è davvero molto  semplice e con pochi ingredienti; sicuramente molto vicina a quella del pane.
 
Pettole e pettole dolci con vincotto

venerdì 25 ottobre 2013

Crostini al pomodoro e olive

Questo è un antipasto tipicamente mediterraneo  Non solo è di bella presenza ma accomuna i commensali che dopo il primo assaggio proposto nel piatto, si preparano da soli il successivo.




venerdì 4 ottobre 2013

Gita in Umbria



Forse vi sarete accorti che il blog ha subito una breve pausa. Pausa per il blog e pausa per me.

Appenino umbro


A volte gli uomini sono davvero speciali.

Da alcuni anni io e mio marito programmavamo un gita per la ricorrenza del nostro matrimonio, ma come spesso accade c’erano stati sempre degli imprevisti che annullavano tutti i programmi. Anche quest’anno, impegni ed incidenti di percorso non sono mancati ed io mi sono rassegnata a festeggiare con l’usuale torta e un semplice brindisi in famiglia. Invece, con mia grande sorpresa, la mattina dell’anniversario mio marito ha annunciato:”Stefania, la settimana prossima partiamo”. Ovviamente io ero all'oscuro di tutto e a nulla è valsa la mia insistenza per sapere dove saremmo stati diretti. Omertà è la parola giusta: in famiglia nessuno diceva nulla, tanti sorrisi per me e tanta complicità tra di loro.

Di lì ad una settimana siamo partiti e solo in autostrada lui mi dice: “Andiamo in Umbria, dove hai sempre voluto andare”. Non stavo più nella pelle, rivedere forse posti già visti, ma tanto tempo fa, e posti sicuramente nuovi.


Lago di Caccamo 

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