Alcune
ricette tradizionali, da sempre nella mia famiglia, tramandate da madre a
figlia, purtroppo non posso più usarle nella loro integrità; ma non per questo
le voglio rinnegare. Mi hanno servito fino a qualche mese fa, portando onore e
prestigio alla mia tavola. Pertanto ritengo che debbano fare parte di questa
mia raccolta di ricette anche se personalmente le dovrò trascurare; ciò non
significa che le dimenticherò, anzi ho già provveduto a curare la loro
riproduzione con farine tali da non nuocere alla salute.
A me è sembrato
strano, ma c'è qualcuno che mi segue, e, che mi ha chiesto di scrivere gli
ingredienti e il procedimento di alcune di queste ricette tradizionali
dicendomi "va bene, non le puoi più preparare ma almeno scrivici la
ricetta ed il procedimento" ed eccomi qui pronta.
Ho gia
presentato le cartellate natalizie, le pettole della vigilia ed ora ecco i taralli con le uova ricopreti di
glassa per la Pasqua.
La
preparazione dei taralli è piuttosto lunga, occorrono circa 2 giorni perchè tra
un passaggio e l'altro occorre un tempo di riposo ed asciugatura di almeno 12
ore. Ho sempre ammirato le signore che impastavano a mano; è un lavoro
impegnativo e faticoso perchè la pasta va lavorata energicamente e a lungo fino
ad ottenere in impasto abbastanza compatto, elastico e setoso.
Per
tradizione si uniscono tanti pizzichi di sale quante sono le uova, onestamente
il motivo per cui ad uovo occorra un pizzico di sale non lo conosco e nemmeno
mia suocera, da cui deriva la ricetta, me lo ha saputo spiegare.
Mangiare i taralli, con o senza, glassa accompagnati dal cioccolato delle uova pasquali è una sensazione fantastica, non finirei mai di mangiarne.

.jpg)




