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lunedì 13 gennaio 2020

Riso con ossibuchi in gremolata



Se è vero che una ricetta può far rivivere un bel ricordo, ecco questa è la preparazione giusta che mi riporta alle splendide vallate e alle dolci colline del territorio veneto, in una tiepida giornata primaverile, di un lontano e non precisato anno in cui il mio desiderio di conoscere luoghi e sapori si stava realizzando in pieno. Visitare in compagnia di amici la provincia di Padova. 
Padova
Uno scrigno di meraviglie che mi ha regalato una intera giornata in compagnia di una splendida coppia, la quale al momento del pranzo mi ha insegnato come cucinare gli ossibuchi in gremolata. Un sapore che forse non avrei mai consapevolmente approvato e provato, ma che grazie alla loro maestria in cucina e la piacevole compagnia ho gustato e apprezzato. Il detto “In compagnia si è sposato anche un prete” questa volta ha colpito nel segno. 
Propongo con piacere questo piatto nella speranza che sia gradito al pari di come lo gradii io allora.

martedì 7 marzo 2017

Risotto alla zucca e ricotta




Adoro la zucca e in inverno questo ortaggio è regolarmente presente sulla mia tavola, quest'anno però l'ho un po' trascurata.

Oggi risotto!

Il cielo è grigio, con nuvole bianche e pesanti, l'aria è ridiventata fredda e umida sembra si stia preparando ad arrivare un bel temporale. Ho aperto la zucca che da qualche mese troneggia sul pensile in cucina: è diventata ormai un oggetto da arredamento e mi dispiace romperla.
Ormai è deciso si fa il risotto e la zucca mi serve, quindi bando ai sentimentalismi e ai tentennamenti dell'ultimo minuto; so che mi mancherà vederla, così colorata sul pensile. 

Oggi risotto!


riso, risotto, zucca, ricotta
Risotto con zucca e ricotta

domenica 9 ottobre 2016

Risotto alla birra con wurstel e porri



Un piacevole ricordo di una vacanza spensierata a Merano, il risotto con la birra e wurstel. Ingredienti tipici del luogo, dove birra e wurstel sono di casa. Allora non avevo necessità di controllare la quantità di ppm negli alimenti.   
Grazie alla birra senza glutine della Peroni prodotta in Puglia mi posso godere il ricordo di quei giorni  con il giusto sapore nel piatto e in più gioco in casa.
Ho spesso avuto la fortuna di incontrare persone gentili e squisite che mi hanno rese partecipe delle loro ricette, e è quello che è successo con questo risotto. Mentre aspettavo il mio turno in un fornitissimo panificio, indecisa su cosa comperare tanta era la scelta dei pani che nono conoscevo, sento una signora che con un marcato accento tedesco invitava una sua amica a preparare questo risotto. Evidentemente la mia espressione dichiarava esplicitamente la mia curiosità in merito alla ricetta e lei gentilmente me l'ha spiegata. Torno a casa combattuta tra l'incredulità e lo stupore di tanta gentilezza, e perciò decisa a provare questo nuovo risotto. Detto fatto. È piaciuto! Spero piaccia anche a voi. Considero questo risotto come un piatto unico, quindi abbondo con la quantità di riso.

Riso, wurstel,  risotto
Risotto alla birra con wurstel e porri

venerdì 1 aprile 2016

Risotto con piselli, fave e pancetta

La primavera è arrivata, anche se con qualche esitazione; un giorno il sole splende accecante ed il giorno dopo le nuvole coprono il cielo e il vento soffia ancora freddo.
Nonostante queste premesse, però sui banchi del mercato fanno bella mostra i prodotti tipici primaverili.

Piselli in pianta




Piselli e fave con il loro verde brillante attirano subito la mia attenzione.











Fave in pianta


 Adoro questi prodotti dolci e profumati, mangiarli appena tolti dal loro baccello è una goduria, però oggi il loro utilizzo è per preparare un colorato e profumato risotto. Dei piselli come al solito conservo i baccelli con cui preparo il brodo di cottura del risotto. 



Delle fave invece i baccelli non li utilizzo e nemmeno la buccia che riveste la fava, quindi con un pochino di pazienza occorre sbucciare ogni seme uno per uno; per fortuna le fave sono grosse e il lavoro è facilitato.
Questo risotto l'ho provato la prima volta alcuni anni fa; trovai la ricetta su il Giornale del Cibo e da allora, a primavera, lo ripropongo.


riso, fave, piselli, pancetta
Risotto con piselli, fave e pancetta

domenica 30 novembre 2014

Risotto alla milanese

Un piatto che ho sempre apprezzato e amato è il risotto alla milanese. 
Per me parlare di questo risotto è un po' come parlare delle mie origini, dei luoghi in cui sono nata, delle tradizioni della mia famiglia, è un po' come ricordare luoghi e persone che sono lontani, ma non per questo non presenti nella memoria: è una felice nostalgia.
 Mia madre ama prepararlo molto spesso, è uno dei suoi cavalli di battaglia, il successo è ogni volta garantito. Ogni volta la raccomandazione di rito è: per il risotto alla milanese occorre sempre un buon brodo di carne, non usate mai il dado che lo rovinerebbe e curatelo sempre, al riso piace essere coccolato.
Quando cucino questo risotto non posso fare a meno di ricordare le sue raccomandazioni e man mano che procedo con la preparazione mi ricordo piccoli particolari e raccomandazioni dell'ultimo minuto. 
Il risotto alla milanese, giallo oro, va preparato con lo zafferano, lo so è una spezia che pesa un po' sul portafoglio ma se è di buona qualità ne basta davvero poco; in commercio si trova in polvere ed in pistilli; normalmente lo uso in polvere ma a volte amo arricchirlo con l'aggiunta di alcuni pistilli (4-5 ) che aumentano la forza dello zafferano in polvere. Il risotto che ho sempre mangiato prevede l'aggiunta di porcini secchi reidratati; il gusto e l'aroma del fungo si sprigiona dal piatto avvolgendo i sensi  preparando all'assaggio della prima forchettata; non ne potrei mai fare a meno, se non ho funghi secchi preferisco cambiare portata.
Diatriba infinita: risotto con o senza midollo. Li ho gustati entrambi, sono egualmente buoni ma io preferisco quello senza midollo, è solo una questione di gusto; amo il midollo negli ossibuchi, nel lesso ma direttamente nel risotto un po' meno. Nella preparazione del risotto al momento dell'inserimento del midollo lo indicherò, ma nella ricetta da me cucinata non c'è. Nella maggior parte delle preparazioni ed in quella che sporadicamente preparo anche io il midollo lo unisco in ricetta al momento del soffritto, però, ho mangiato il risotto con midollo, già cotto nel brodo, aggiunto quasi a fine cottura; in questo caso ho l'impressione che il risotto diventi un po' troppo unto, ma come al solito è solo una questione di gusti.


Risotto preparato con l'aggiunta di midollo cotto quasi a fine cottura

Midollo cotto e tagliato a pezzettini


























Il risotto va preparato in una padella larga o in una casseruola, tanto da poter contenere il riso in uno strato sottile, evito di usare una pentola stretta e alta; il riso deve riscaldarsi tutto in modo uniforme.




Risotto alla milanese con funghi

venerdì 21 novembre 2014

Arancini

Amo il risotto e a volte capita che mi lascio prendere la mano e le quantità cucinate non sono proprio poche; a volte penso che sotto sotto c'è un pensiero inconscio che mi fa fare cose che normalmente non farei; stavolta ne ho subito approfittato: troppo risotto=arancini.

Ho preparato un risotto con gli spinaci e patate, ma qualsiasi tipo di risotto è perfetto se si vuole gustare un arancino;  sicuramente da preferire è il risotto alla milanese, o  alla parmigiana e così di seguito. Il mio risotto era sicuramente in coda alla lista delle preferenze essendo già così ricco di sapori;  il risultato finale non è stato davvero da disprezzare, diverso ma sicuramente buono.

Con questo piatto si ottiene un duplice risultato: recuperare gli avanzi e gratificare il palato con una pallina calda, croccante e filante.

I più noti, anzi le più note sono "le arancine" siciliane, tassativamente al femminile e  vanno fatte con un risotto allo zafferano; nel resto d'Italia gli arancini sono maschili, li troviamo ovunque, e sempre preparati  con i risotti classici con o senza zafferano ma a cui tutti ci aggiungono il loro tocco particolare.


Arancini

giovedì 12 giugno 2014

Risotto alla poverella






Castello di Fenis


Una indimenticabile vacanza in Val d'Aosta. Non c'è niente di meglio che ammirare uno splendido paesaggio, delle stupende opere d'arte , una caratteristica città e cibo buono che nel tempo impedirà di dimenticare tutto ciò. Come ho spesso detto i sapori rimangono indelebili nella memoria ed è per questo che amo assaggiare i piatti tipici dei luoghi che visito. Nel ristorante dove si ciamo fermati c'era una simpatica cuoca che non si è fatta pregare, e visto il mio entusiasmo per i piatti ordinati, mi ha spiegato come procedere per rifarli una volta a casa.


Risotto alla poverella con crostini di pane tostato
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